La Nuova Sardegna

Olbia

Comunali a Olbia, intervista ad Augusto Navone: «Governeremo ascoltando i cittadini»

di Serena Lullia
Augusto Navone candidato sindaco della Grande coalizione
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Augusto Navone candidato sindaco della Grande coalizione

Il candidato sindaco della Grande coalizione: «Terza via per il Piano antialluvione, revoca della delibera su Sa Testa, chiusura di Spiritu Santu»

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OLBIA. Augusto Navone sfida Settimo Nizzi nella conquista del Palazzo. 65 anni, direttore dell’Amp di Tavolara, guida una Coalizione civica con otto liste.

Il suo è un progetto politico organico o come dicono i suoi oppositori un’ ammucchiata?

È un progetto organico, finalizzato a costruire un buon programma di governo della città. A livello nazionale la tendenza è la stessa: realizzare un progetto di governo per far uscire l’Italia da un momento di difficoltà. Ma anche tutte le ultime elezioni in Sardegna si sono caratterizzate per la presenza di aggregazioni civiche: Quartu, Sassari, Nuoro. Realtà importanti che hanno scelto questa strada perché forse oggi, con la disillusione verso la politica tradizionale è la formula più innovativa per creare un buon governo della città.

Direttore dell’Amp, competenze scientifiche e manageriali riconosciute in modo bipartisan. Perché ha deciso di rinunciarci per scendere in politica?

Nella vita ci sono treni che passano e questo è stato il mio momento. Sono diventato la sintesi di un progetto politico che apprezzo molto e che ha bisogno di connotazioni laiche quali io ho nel mio trascorso. Nella vita poi ogni tanto bisogna fare forti inversioni di marcia e per me questa è ora la cosa più importante da portare avanti.

Il vostro slogan è “Porte aperte”. Vuole dire che negli ultimi 5 anni il governo della città è stato a porte chiuse?

Certamente sì ma non lo diciamo noi. Abbiamo varato questo slogan dopo i primi incontri con la comunità, che ovunque andassimo ci diceva: finalmente qualcuno ci ascolta. Nel nostro percorso di ascolto i cittadini sono tornati a essere protagonisti.

La messa in sicurezza della città è stato il tema delle elezioni del 2016 e lo è dopo 5 anni. Il suo avversario promette il Piano alternativo in 6 mesi, voi cosa intendete fare?

Nel 2015 sono stati stanziati 151 milioni di euro che rischiano di essere persi perché l’ultima proroga del Governo per i fondi Fas, che stanziano queste risorse, scade il 30 dicembre 2022. Oggi il problema è salvare i fondi, cosa che vedo improbabile: trattandosi di soldi europei legati al periodo 2014-2022 l’Europa non fa sconti. Sulle soluzioni tecniche siamo convinti che sia necessaria la terza via: un piano che consenta di mitigare il rischio limitando i disagi nel comparto urbano. Ciò che viene proposto dal mio competitor è un piano molto vacuo che di fatto è solo uno studio preliminare. Un piano di questa natura, il Mancini lo ricorda, ha un iter di non meno di 4 anni. Se poi ci mettiamo la cantierabilità e l’ appalto siamo molto oltre il 2022. Quindi il vero problema è se potrà essere realizzato un piano di mitigazione del rischio a Olbia.

La Regione ha chiesto 167 pagine di correzioni al Puc su temi pesanti: noi ai campi da golf a Sa Testa, no agli hotel in zona F. Che fine farà questo Puc nel caso vinca la Grande coalizione?

Il Puc adottato è pieno di lacune e incongruenze, ma soprattutto è un Puc che non rispetta il principio cardine della legge regionale: la copianificazione. Le 167 pagine di rilievi fatti sono la dimostrazione plastica della violazione di questo principio. Bisognerà riprendere il cammino, negoziare con la Regione ciò che è percorribile secondo norma. Noi siamo attenti alla legalità degli strumenti da approvare.

Qual è la vostra idea di pianificazione?

Intervenire nel tessuto urbano nella città forse più problematica d’Italia, con 14mila abitazioni abusive, 17 piani di risanamento. Oggi la pianificazione serve per riordinare il caos urbanistico generato dall’edilizia spontanea. Il Puc adottato non attua quelle operazioni che consentono di ricucire il tessuto urbano tra quartieri nati spontaneamente e il centro, non parla approfonditamente della struttura viaria che deve creare questi raccordi. Si occupa solo di volumetrie quasi fosse un piano di fabbricazione degli anni ‘60.

Lei ha promesso la chiusura della discarica a Spiritu Santu, Nizzi dice che è impossibile. Chi dice la verità?

Io, perché rispetto rigorosamente il piano regionale dei rifiuti datato 2016 che parla di dismissione della discarica di Spiritu Santu. Intendiamo la dismissione della parte di gestione dei rifiuti solidi urbani rimodulati attraverso abbancamento perché la percentuale di secco residuo dovrà andare al termovalorizzatore di Tossilo. Tutta l’altra componente di rifiuto nobile può essere trattata anche a Spiritu Santu ma parliamo di pretrattamenti di plastica, alluminio e vetro per indirizzarli ai centri di smaltimento. L’attività di dismissione è assolutamente possibile anche perché entro il 2030 la Comunità europea ha dato un indirizzo chiaro per la dismissione delle discariche e per non aprirne altre.

Ampliamento della zona industriale sul promontorio di Sa Testa. Condivide questa scelta?

No.Il primo atto della nostra giunta sarà annullare in sede di autotutela quel provvedimento.

Qual è il più grande difetto dell’altro candidato sindaco?

A volte per un accesso di personalità Nizzi ha la tendenza a incaponirsi su certe soluzioni senza avere la duttilità mentale di capire che se ci sono dei problemi bisogna fare un passo indietro. L’ostinazione assoluta nella decisione amministrativa non è un valore apprezzabile.

Perché gli olbiesi dovrebbero votare Grande coalizione?

Noi stiamo proponendo un’ azione di governo chiara, trasparente, negoziata con i cittadini. Garantiamo una totale apertura alle loro istanze, il loro coinvolgimento anche nella costruzione degli strumenti di programmazione. Una garanzia per creare una città migliore.


 

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