Olbia, «In ospedale lei non entra» e la donna no vax si ribella

L'ingresso dell'ospedale Giovanni Paolo II

Clima acceso e parole pesanti all’ingresso del Giovanni Paolo II Senza green pass e tampone, risponde male alle guardie e chiama i carabinieri

OLBIA. «Ci dispiace, signora. Senza green pass o tampone, non possiamo farla entrare. Sono le regole». Gli operatori all’ingresso del Giovanni Paolo II sono stati cortesi, ma nello stesso tempo chiari e rispettosi dei protocolli. Però la donna che si è presentata all’ingresso dell’ospedale per accompagnare la figlia minore in un ambulatorio ortopedico, ha cominciato a protestare. Di rimanere fuori non ne voleva sapere e a nulla è valso il consiglio di recarsi in una vicina farmacia per sottoporsi al tampone rapido. Alla fine il clima si è acceso, con parole pesanti da parte della signora e la richiesta di intervento dei carabinieri. Ma anche i militari le hanno ribadito che le norme devono essere seguite.

Tutto è cominciato alle 7,30 del mattino di ieri. La donna, insieme con la figlia dodicenne che si era fatta male nei giorni scorsi, è arrivata all’ospedale per mettere il gesso. Durante la fase dei controlli, le guardie si sono rese conto che la signora non aveva i requisiti (green pass o tampone) e quindi non potevano farla passare. Non ci sarebbe stato problema per la figlia, ma essendo appunto minorenne non avrebbe potuto varcare la porta dell’ambulatorio da sola. Così, per risolvere il problema, è stato suggerito alla donna il tampone rapido. Inutile. Come risposta è arrivato un secco no unito a “non ho i soldi per fare il tampone”. Gli operatori hanno chiesto allora l’aiuto dell’Urp (l’ufficio relazioni con il pubblico della Assl ) e la persona incaricata ha dato prima lo stesso consiglio alla signora per poi ricordarle che, comunque, il vaccino è gratuito. «No no, non devo mica sopportare questo calvario», sono state le sue parole. Per poi arrivare a chiamare i carabinieri. Alla fine, però, ha dovuto cedere ed è andata a fare il tampone.


La dirigenza della Assl di Olbia, dopo l’accaduto, ha ribadito come sono andate le cose. «Il servizio di vigilanza, deputato al controllo della certificazione che consente l'accesso in ospedale, ha spiegato alla signora accompagnatrice di una minorenne, che mentre per la paziente non era necessario il green pass o il tampone, lo erano invece per lei. A nulla è valso l'intervento della direzione di presidio, e neanche delle forze dell'ordine contattate dalla stessa accompagnatrice. Solo a fine mattinata, la donna, in seguito all'esecuzione di un tampone antigenico con esito negativo, ha potuto accompagnare la minorenne ad effettuare la visita».

Le normative regionali e nazionali sono chiare, al riguardo. «Anche nelle nostre strutture - spiegano dalla Assl -, i pazienti che devono effettuare una visita specialistica programmata, accedono in seguito a triage telefonico effettuato da personale infermieristico che, a seconda del caso, valuta se sia necessario effettuare, preventivamente all'ingresso in ospedale, un tampone. Per quanto riguarda la sala gessi, dove l’accesso alle visite traumatologiche è in parte diretto, si accolgono anche pazienti non in possesso di green pass. Gli accompagnatori, invece, devono essere sempre in possesso di green pass oppure devono mostrare l'esito di un tampone negativo eseguito entro le 48 ore precedenti». (s.p.)


 

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