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cronaca

«Lavori non autorizzati», la parrocchia di Badesi nella bufera

Richiamo del vescovo dopo il caso della piccola chiesa di Muntiggioni. Don Galleri ha tinteggiato la parete cancellando il dipinto di Gret Luz-Stemmler


09 ottobre 2021 di Marco Bittau


BADESI. «Fatti incresciosi, interventi non autorizzati per iniziativa autonoma di parroci...». Il vescovo di Tempio, monsignor Sebastiano Sanguinetti, non ha preso bene la notizia della cancellazione del dipinto realizzato dall’artista svizzera Gret Luz-Stemmler nel 1995, nella parete della chiesetta di San Francesco, a Li Mucci. Senza mai citare espressamente il caso di Badesi, il vescovo l’altro ieri ha firmato una circolare esplicativa del decreto del 2018 che disciplina gli “atti di straordinaria amministrazione” nelle chiese e nei beni culturali. È evidente che è una diretta conseguenza della “ristrutturazione” disposta in autonomia dal parroco don Gabriele Galleri che ha cancellato il dipinto per sostituirlo con due anonimi quadri.

Per la diocesi è stata l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso visto che il fenomeno degli “interventi non autorizzati” è diventato allarmante. Addirittura tre altri casi nell’ultimo fine settimana. Così è scattato il richiamo del vescovo a tutti i parroci, soprattutto quelli che si improvvisano imbianchini, muratori o restauratori rischiando di fare scempio del patrimonio culturale.

Erano stati gli stessi parrocchiani di Muntiggioni e Azzagulta – le due frazioncine di Badesi che fanno capo alla chiesa di San Francesco – a sollecitare l’intervento del vescovo. E lo stesso aveva fatto il progettista della chiesa, l’architetto olbiese Giovanni Fara. La censura di monsignor Sanguinetti è arrivata puntuale. «Gli interventi non autorizzati – scrive nella circolare – sono pure sanzionati dalla Soprintendenza, per fortuna solo verbalmente grazie all’intermediazione dell’Ufficio diocesano per i beni culturali». Il vescovo ha ricordato «la responsabilità personale del parroco per la gestione corretta e conservativa dei beni mobili e immobili della Chiesa. Egli è buon amministratore, non padrone incontrastato». Sempre il vescovo ha ricordato che aatti di straordinaria amministrazione sono i lavori di costruzione, ristrutturazione o restauro. Nonché ogni atto relativo a beni immobili o mobili di interesse artistico, storico o culturale». Significa, spiega ancora il vescovo nella sua circolare, che «qualunque intervento e di qualunque natura deve essere preventivamente concordato e autorizzato. Le contravvenzioni a tali norme sono soggette anche a sanzioni penali».

Il parroco don Gabriele Galleri ha sempre sostenuto la necessità di lavori di manutenzione nella chiesa, danneggiata da infiltrazioni d’acqua e umidità. Un intervento migliorativo, ha detto lui, ma i parrocchiani di Azzagulta e Muntiggioni evidentemente la pensano diversamente. E pure il vescovo, che ha bollato la pratica con il timbro “lavori non autorizzati”. Per il giovane sacerdote di Badesi, a parte il richiamo alla responsabilità, nessuna sanzione e la questione è chiusa. Per il vescovo l’importante era ed è riaffermare un principio: così non si fa. Difficile ora ipotizzare un intervento di recupero e di restauro del dipinto di Gret Luz-Stemmler, ma l’Ufficio diocesano non esclude nulla. La storia del patrimonio culturale del Belpaese, in effetti, è piena di interventi miracolosi.

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