Olbia, il dramma dei lavoratori ex Meridiana: «Basta attese, non c’è più tempo»

Bardini (Anpav): il caso Alitalia ha oscurato la vicenda, a fine anno i licenziamenti

OLBIA. Spariti dai radar, come la compagnia in cui sono cresciuti e che hanno fatto crescere. Dopo gli aerei di Air Italy, sembrano svaniti i suoi lavoratori. Nei giorni in cui nasce Ita Airways e Volotea conquista i voli della continuità, la politica italiana sembra preoccuparsi solo del personale di Alitalia che conclude, forse, la sua storia. Dei 1322 lavoratori della ex Meridiana non c’è più traccia, non se ne parla più o quasi. Eppure tra meno di due mesi e mezzo per loro scatterà il licenziamento collettivo. «Siamo la cenerentola delle vertenze italiane, anche se per tempi, numero di persone coinvolte e gravità avremmo dovuto ai primi posti. Qui c’è gente che ha cinquant’anni e che non è più ricollocabile, come gli assistenti di volo. È una tragedia», dice Marco Bardini, responsabile regionale dell’Anpav. Altri sindacati hanno scelto un atteggiamento diplomatico, per non disturbare il decollo di Ita e la chiusura di Alitalia. Per Bardini si rischia di scivolare in silenzio a fine dicembre e agli inevitabili licenziamenti. «La situazione è paradossale – spiega – ci dicono “prima i lavoratori di Alitalia”. Ok, ora Ita è partita e siamo felici per loro, così come siamo solidali con i lavoratori Alitalia. Ma nella peggiore delle ipotesi per loro si prospettano 12 mesi più altri 12 mesi di cassa integrazione. Noi non abbiamo più questo tempo. L’emergenza adesso è quella di Air Italy».

I lavoratori dell’ex Meridiana chiedono spazio anche per loro nelle prossime assunzioni di Ita Airways. «Abbiamo 60 anni di storia, abbiamo garantito da sempre i collegamenti con la Sardegna con un servizio di qualità, e se non abbiamo mai avuto un incidente ci sarà una ragione – prosegue Bardini – Ci sono 1322 lavoratori, 500 dei quali in Sardegna, con alta professionalità ma senza prospettiva. Qualcuno può ricollocarsi, forse. Altre figure professionali no. Allora devono dirci che cosa dobbiamo fare. Se Draghi ha deciso che il trasporto aereo in Italia lo faranno gli stranieri, deve dirci come tutelerà i lavoratori italiani». Deve dirlo anche la Regione, prosegue Bardini: «Il presidente Solinas non ci convoca. In campagna elettorale, ha parlato di nuovo della compagnia aerea sarda. Ci sono molti lavoratori che ci stanno facendo affidamento. Non si può più aspettare, il presidente esca allo scoperto, dica se c’è davvero qualcuno che si sta muovendo e chi è. E, in ogni caso, quando si fa una gara per la continuità si possono stabilire requisiti che tutelino i lavoratori sardi. Ad esempio che chi subentra, recuperi il personale. O che sugli aerei si parli il sardo o quantomeno l’italiano, non lo spagnolo».

Bardini, nel 2014, fece parte della delegazione di lavoratori della ex Meridiana che andò a Bruxelles per denunciare il primo tentativo di svuotamento della compagnia da parte, allora, degli uomini dell’Aga Khan, che poco dopo si accordò con Qatar Airways. Fu lui a leggere il dossier dei lavoratori al parlamento europeo. Dove, dice, adesso pensano di tornare. «Siamo arrabbiati – spiega – scenderemo in piazza anche a Bruxelles, come lavoratori, non come sindacati. Se al governo non ci considerano e la Regione non ci sente, ci faremo sentire anche ad altri livelli». La procedura di licenziamento, dopo la proroga della cassa integrazione ottenuta a giugno, è ripresa nei giorni scorsi. C’è chi ritiene che alla fine possa esserci un’ulteriore proroga, anche se i liquidatori di Air Italy hanno già detto nell’occasione precedente di non aver intenzione di metterci soldi. In ogni caso, conclude il responsabile regionale dell’Anpav «la Cig è l’equivalente del metadone», fa stare tranquilli ma non risolve il problema: «I lavoratori invece vogliono lavorare». (a.se.)

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