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Olbia

Alla scoperta di pasta e farine

Alla scoperta di pasta e farine

Il laboratorio Open food per 36 ragazzi. Serra: «Socializzazione e nuove opportunità di lavoro»

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OLBIA. “Di che pasta siamo fatti”. Èil titolo della seconda edizione del progetto “Open food: cuochi senza barriere” presentato venerdì dall’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Sabrina Serra, nella sede della cooperativa Solaria. Si tratta di un laboratorio di cucina e arti visive di Visionare Agenzia, con finanziamento dell’assessorato.

L’edizione 2021 di Open foodsarà dedicata alle farine e alle paste. «Oggi più che mai – spiegano gli organizzatori – c’è un ritorno alla semplicità e alla sostenibilità, stili e tendenze raccontate anche da grandi chef ed esperti di cucina. Far conoscere ai ragazzi la mietitura del grano, il processo agricolo di taglio e raccolta nei campi di cereali, la macina pietra, impastare a mano, la cottura nel forno a legna, porterà tra i ragazzi una nuova conoscenza senza dimenticare il passato, tramandando tradizioni e antichi sapori. Vuol dire far conoscere ai ragazzi il mestiere dei nostri padri e trasmettere l’amore per l’arte delle paste e delle farine affinché i ragazzi di oggi, tesorieri del nostro presente e passato possano divulgare con la forza e la grinta che li contraddistingue l’esperienza e la saggezza del passato».

Diverse le iniziative in cui si articola il progetto: un laboratorio di cucina composto da 36 ragazzi “studenti” (il progetto prevede nell’inserimento nel gruppo dei giovani di alcuni ragazzi diversamente abili e di alcuni di diversa provenienza etnica); uno stage formativo dei partecipanti al laboratorio curato da chef e professionisti della cucina; il racconto della loro esperienza attraverso una produzione di fotografia creativa in opere Fine Art; la presentazione del progetto agli istituti scolastici della città; un convegno tra i ragazzi partecipanti al laboratorio e i relatori ed esperti di cucina con i giovani studenti degli istituti scolastici della città; una giornata di cucina dal vivo (show cooking) e mostra espositiva in uno spazio urbano della città.

Sabrina Serra, riconfermata alla guida dell’assessorato alla pubblica istruzione dopo le elezioni comunali, spiega l’iniziativa: «Dopo il successo della prima edizione ci eravamo lasciati con la promessa di ripetere l’iniziativa. Open food, oltre alla socializzazione mira a essere motivo di stimolo per i giovani, in modo che possano conoscere nuove opportunità nel mondo del lavoro. Quello della ristorazione è un settore importante nel nostro territorio. Prima della pandemia abbiamo portato in porto la prima edizione di un progetto sperimentale che andava sviluppato, migliorato e pensato per una platea maggiore, così siamo arrivati alla seconda edizione. Abbiamo voluto coinvolgere la cooperativa Solaria come centro cottura e ha subito accettato di aprirci le proprie porte. Questo – conclude l’assessore – è inoltre il primo progetto in presenza a partire dopo la pandemia, lo abbiamo finanziato con convinzione e ci crediamo molto. Grazie al fotografo Giuseppe Ortu, il progetto verrà immortalato, per catturare emozioni e sensazioni degli studenti coinvolti».

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