Covid a Olbia, crescono i casi tra i bambini

Tamponi drive in

Nuove classi in quarantena e riapertura parziale a Santa Maria. L'assessore Serra: «Niente baci e abbracci»

OLBIA. Covid: non c’è allarme in città. Ma i contagi tra i bambini, nella settimana appena conclusa, sono cresciuti. Ci sono nuove classi in quarantena alle elementari: una in più in via Vignola e una a Isticadeddu, mentre una parte degli alunni e docenti di Santa Maria rimasti in isolamento per dieci giorni stanno per rientrare in aula. La scuola del 3° circolo didattico (che ospita elementari e materna) era stata chiusa lo scorso 28 ottobre con un’ordinanza del sindaco Settimo Nizzi dopo la comunicazione “di una successione di casi positivi al Covid” da parte dell’Ats-Assl di Olbia: 16 contagiati, per l’esattezza. In prevalenza bambini e poi alcuni insegnanti.

Santa Maria. Allora: oggi, 8 novembre, a Santa Maria, riprenderanno le lezioni in presenza una classe della scuola dell’infanzia e 15 delle elementari. Restano ancora a casa (ma sempre domani dovranno fare il tampone di verifica) un’altra classe della materna e sette della primaria.


Via Vignola. Dieci gli alunni colpiti dal virus nella scuola elementare del IV circolo. Qui, dall’altro ieri, c’è un’altra classe in quarantena che si aggiunge alle tre che erano già a casa. Anche per queste ultime, oggi sarà la giornata dei tamponi.

Isticadeddu e Maria Rocca. I bimbi della classe di Maria Rocca stanno per concludere il periodo di isolamento e pure loro dovranno sottoporsi al tampone per escludere nuovi contagi. Dall’altro ieri, invece, si aggiunge all’elenco un’altra classe della scuola elementare di Isticadeddu.

Caos-tamponi. Lo scorso 2 novembre era stata la giornata del caos-tamponi. Centinaia di macchine in fila per ore e tante proteste. La chiamata in massa di tutti i piccoli alunni che frequentano le scuole in cui si sono registrati i casi positivi, aveva causato disagi enormi. Tantissimi genitori, con figli al seguito, si erano ritrovati in coda trascorrendo tutta la mattina in macchina per arrivare a destinazione: la zona esterna dell’ospedale Giovanni Paolo II che si affaccia su via Diamante e che è coperta da una pensilina. Sono esplose le polemiche con le famiglie che sottolineavano «la totale disorganizzazione», per poi suggerire «di convocare i bambini in orari e in giornate diverse proprio per non ritrovarsi nella stessa vergognosa situazione».

La soluzione. Adesso è stata trovata un’altra soluzione. “Al fine di sistemare una postazione amovibile necessaria per l’attività di rilevamento tamponi Covid19 in modalità drive-trought in via del Quarzo”, si legge in un’ordinanza firmata dal comandante della polizia municipale Giovanni Mannoni, “verrà chiuso al traffico sino al 31 dicembre il tratto compreso tra via dello Zaffiro e via Bazzoni Sircana”. E’ qui che la “clinica mobile” sosterà e sottoporrà al test i bambini a partire da oggi. Sono in molti, nel frattempo, a chiedersi che fine abbiano fatto le tensostrutture che erano state dislocate in punti strategici vicino alla chiesa di San Michele. Era lì che ci si recava per fare i tamponi drive-in e, forse, sono state rimosse troppo in fretta.

L’assessore. Sabrina Serra, assessora alla Pubblica Istruzione, conferma l’aumento dei casi alle elementari e lo lega «a un probabile allentamento delle misure. Lo ribadisco: non c’è una situazione allarmante - dice Sabrina Serra - e, per fortuna, i bambini che hanno contratto il virus non sono stati male, Ma bisogna assolutamente continuare a usare la mascherina, igienizzarsi le mani e a mantenere il distanziamento. Bisogna evitare, insomma, i baci e gli abbracci». (s.p.)
 

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