Polo scolastico, l’impresa è fallita
di Giuseppe Mattioli
A Monti l’opera era stata finanziata dalla Regione, Il Comune dovrà bandire una nuova gara d’appalto
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MONTI. È stata dichiarata fallita l’impresa edile che stava costruendo a Monti il “polo scolastico”, inserito nel Piano straordinario di edilizia scolastica denominato Iscol@, programma asse 1 “Scuole del nuovo millennio”, predisposto anni fa dalla Regione Sardegna, sotto la presidenza di Francesco Pigliaru. Il costo previsto dell’opera era stimato in 4 milioni e 666 mila euro: di cui 4 milioni e 200 mila euro stanziati dalla stessa Regione e altri 466 mila cofinanziati dall’amministrazione comunale.
Di tutto ora si occupa ma magistratura, ma per per Monti è un colpo duro e imprevisto. L’opera, fortemente voluta dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Emanuele Mutzu, è una fra le più costose mai progettate e realizzate a Monti.
La storia del Polo scolastico muove i primi passi, in ambito comunale, nel 2017. Nel corsp degli anni l’idea proseguì con la partecipazione del Comune al bando regionale, quindi il successivo concorso di idee, aggiudicato dalla Metassociati che elaborò il progetto esecutivo. Infine, la presentazione ufficiale degli elaborati a Monti, nell’ottobre 2018. Una giornata memorabile, con l’allora governatore Pigliaru che venne accolto dalla comunità montina in festa e dai bambini del paese, nel palazzetto dello sport. Vinta la gara d’appalto, l’impresa “Elettrica sistem srl” di Cava dei Tirreni, nel luglio del 2019, aveva firmato gli atti e posato la prima pietra nel cantiere. I lavori si sarebbero dovuti concludere entro 540 giorni.
«Sta per realizzarsi un’idea ambiziosa» diceva allora il sindaco Mutzu”. Ai primi di quest’anno, però, le avvisaglie del crac. «L’impresa ha cominciato a balbettare – commenta con rammarico il sindaco – e abbiamo cominciato a preoccuparci». Poi il tracollo con la sospensione de i lavori.
«Ci siamo immediatamente attivati – prosegue Emanuele Mutzu – e lo scorso mese di marzo il Comune ha risolto il contratto con la ditta aggiudicatrice dell’appalto per grave inadempimento». Oggi della cosa si sta occupando la magistratura).
Della vicenda fu immediatamente interessata la Regione Sardegna: «Su proposta dell’assessore al Bilancio Giuseppe Fasolino e dell’assessore alla Pubblica istruzione Andrea Biancareddu, la Regione ha provveduto a integrare le risorse mancanti dal quadro economico, erogando un ulteriore contributo di un milione e 600 mila euro. Infatti, il progetto non prevedeva l’autosufficienza energetica, oggi obbligatoria». «Nel giro di poche settimane – sottolinea ancora il primo cittadino – abbiamo definito lo stato di consistenza delle opere e ripreso il possesso del cantiere. La struttura in cemento armato ha raggiunto il 60%, quella complessiva, appena il 35%. Il cantiere è stato affidato a un’altra impresa, per non perdere il lavoro già realizzato, per il completamento di un solaio lasciato armato, pronto per la gettata di cemento. Una volta ultimato, smantelleremo il cantiere». «Oggi – conclude il sindaco – siamo in condizioni di indire un nuovo iter dell’appalto, con la speranza di affidare i lavori a una nuova impresa entro la prossima estate e consegnare, infine, la nuova scuola ai nostri ragazzi per il 2023». Insomma, il Comune di Monti si sta adoperando per limitare i danni, al resto penseranno la magistratura e la procedura fallimentare.
Di tutto ora si occupa ma magistratura, ma per per Monti è un colpo duro e imprevisto. L’opera, fortemente voluta dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Emanuele Mutzu, è una fra le più costose mai progettate e realizzate a Monti.
La storia del Polo scolastico muove i primi passi, in ambito comunale, nel 2017. Nel corsp degli anni l’idea proseguì con la partecipazione del Comune al bando regionale, quindi il successivo concorso di idee, aggiudicato dalla Metassociati che elaborò il progetto esecutivo. Infine, la presentazione ufficiale degli elaborati a Monti, nell’ottobre 2018. Una giornata memorabile, con l’allora governatore Pigliaru che venne accolto dalla comunità montina in festa e dai bambini del paese, nel palazzetto dello sport. Vinta la gara d’appalto, l’impresa “Elettrica sistem srl” di Cava dei Tirreni, nel luglio del 2019, aveva firmato gli atti e posato la prima pietra nel cantiere. I lavori si sarebbero dovuti concludere entro 540 giorni.
«Sta per realizzarsi un’idea ambiziosa» diceva allora il sindaco Mutzu”. Ai primi di quest’anno, però, le avvisaglie del crac. «L’impresa ha cominciato a balbettare – commenta con rammarico il sindaco – e abbiamo cominciato a preoccuparci». Poi il tracollo con la sospensione de i lavori.
«Ci siamo immediatamente attivati – prosegue Emanuele Mutzu – e lo scorso mese di marzo il Comune ha risolto il contratto con la ditta aggiudicatrice dell’appalto per grave inadempimento». Oggi della cosa si sta occupando la magistratura).
Della vicenda fu immediatamente interessata la Regione Sardegna: «Su proposta dell’assessore al Bilancio Giuseppe Fasolino e dell’assessore alla Pubblica istruzione Andrea Biancareddu, la Regione ha provveduto a integrare le risorse mancanti dal quadro economico, erogando un ulteriore contributo di un milione e 600 mila euro. Infatti, il progetto non prevedeva l’autosufficienza energetica, oggi obbligatoria». «Nel giro di poche settimane – sottolinea ancora il primo cittadino – abbiamo definito lo stato di consistenza delle opere e ripreso il possesso del cantiere. La struttura in cemento armato ha raggiunto il 60%, quella complessiva, appena il 35%. Il cantiere è stato affidato a un’altra impresa, per non perdere il lavoro già realizzato, per il completamento di un solaio lasciato armato, pronto per la gettata di cemento. Una volta ultimato, smantelleremo il cantiere». «Oggi – conclude il sindaco – siamo in condizioni di indire un nuovo iter dell’appalto, con la speranza di affidare i lavori a una nuova impresa entro la prossima estate e consegnare, infine, la nuova scuola ai nostri ragazzi per il 2023». Insomma, il Comune di Monti si sta adoperando per limitare i danni, al resto penseranno la magistratura e la procedura fallimentare.
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