Si va verso il ricorso: «Sono nel giusto» La solidarietà di Scanu

OLBIA. Sono passate poche ore dal Consiglio. Augusto Navone, i consiglieri comunali e gli altri esponenti della Grande coalizione si ritrovano nella vecchia sede elettorale di via Cavour. Il leader...

OLBIA. Sono passate poche ore dal Consiglio. Augusto Navone, i consiglieri comunali e gli altri esponenti della Grande coalizione si ritrovano nella vecchia sede elettorale di via Cavour. Il leader dell’opposizione, che già a febbraio aveva chiesto un parere all’avvocato Benedetto Ballero, ribadisce la sua posizione. «Il pronunciamento è stato politico, sono convinto di essere nel giusto – dice Navone –. Il mio ruolo è compatibile. È stata scritta una pagina bruttissima, un’azione di natura punitiva». Navone dice poi che, a questo punto, la questione dell’incompatibilità potrebbe essere tirata in ballo nei confronti di altri consiglieri: «Si genera un precedente. Noi non ci saremmo mai sognati, dal punto di vista politico, di rilevare che oggi in Consiglio siedono consiglieri comunali che sono consiglieri regionali o subcommissari della Provincia». Navone non ha specificato cosa farà tra dieci giorni. Potrebbe scegliere tra il Consiglio e l’Amp (che è il suo lavoro) oppure lasciar decadere il ruolo di consigliere. La strada, in ogni caso, è quella del ricorso. «Ci sono i tribunali, e non i consigli comunali, in cui si determinano le verità giuridiche. Il nostro progetto è in piedi e continuerà a vivere». Presente, tra gli altri, Gian Piero Scanu, uno dei capi storici del centrosinistra olbiese, fino a questo momento rimasto in silenzio. «Solidarizzo con te come uomo – ha detto Scanu a Navone –. Nessun rammarico, abbiamo costruito un progetto politico all’insegna della generosità. Tu sei stato chiamato da noi e il tuo dispiacere è il nostro dispiacere. Voglio però pregare la coalizione di non accettare la provocazione. Nessuna vendetta. Significherebbe avviare una stagione di guerra. Perché questo è stato un atto di guerra, è stata decapitata una figura politica. Una città non può essere governata con la ghigliottina». (d.b.)

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