«Preveniamo i contagi e non ci sarà dad»
Covid, sono ancora numerose le classi in quarantena alle superiori di Olbia. I dirigenti scolastici di nuovo in campo
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Classi ancora in quarantena alle superiori (ora ne ha una anche il tecnico Deffenu) e contagi in crescita tra i giovani. Ma una cosa è certa: non si vuole tornare in dad. Così i dirigenti scolastici scendono di nuovo in campo, chiedono la collaborazione delle famiglie, il rispetto delle regole ai ragazzi e ricordano a tutti che l’emergenza non è finita.
L’appello ai genitori di Gigi Antolini, dirigente scolastico del liceo Mossa, è semplice e chiaro. «Di fronte a un raffreddore o ai primi sintomi che potrebbero far pensare al Covid, non mandate i figli a scuola almeno per un paio di giorni. E’ una ulteriore e necessaria precauzione per evitare di tornare alla didattica a distanza. Ogni giorno, fuori dalle scuole - precisa Antolini - i contagi aumentano e l’Ats-Assl di Olbia è in difficoltà. Bisogna evitare le feste e i compleanni con tanti invitati perché sono soprattutto i casi “secondari” a crescere e a dare origine a nuove catene».
Proprio il liceo Mossa è uno dei licei che registra il maggior numero di casi positivi (in questo momento sono tre le classi in quarantena) ed è per questo che «in caso di comparsa di sintomi potenzialmente correlabili al Covid - ha rimarcato Antolini in una circolare indirizzata anche alle famiglie - è meglio astenersi dai contatti sociali e dalla frequenza scolastica. Nel caso in cui i genitori dovessero rilevare una sintomatologia che potrebbe far sospettare il contagio da Sars-Cov-2 devono comunicare tempestivamente alla scuola l’assenza per motivi di salute, per telefono (078921834) o via mail (ssps05000g@istruzione.it) e poi informare il pediatra di libera scelta o il medico di famiglia che farà la segnalazione sulla piattaforma dedicata. In questa situazione, qualche giorno di assenza non comporta conseguenze negative, soprattutto a fronte di ripercussioni ben più gravi legate al contagio che potrebbe avvenire a scuola o comunque nel contesto sociale».
Anche all’istituto di istruzione superiore Amsicora, dove sino a ieri c’era un’altra classe in quarantena nella sede dell’Agrario (dopo quelle di ottobre all’Ipia) «stiamo nuovamente portando avanti una attività di sensibilizzazione, classe per classe, con un richiamo al rispetto delle norme di contrasto al Covid e con un rispetto rigido di quanto previsto dal protocollo di istituto soprattutto per quanto riguarda l'utilizzo delle mascherine. Continuiamo a misurare la temperature all'ingresso a tutti gli studenti ogni giorno - spiega il dirigente scolastico Gian Luca Corda - e verifichiamo come previsto il green pass. Tutto questo in tutte le tre sedi. Il numero di vaccinati è quasi totale tra il personale docente e Ata della scuola (oltre il 97%) ed è in crescente aumento tra gli studenti. Ma come abbiamo visto a scuola nell'ultimo mese e mezzo, saputo da altri istituti, nonché letto sulla stampa, l'emergenza è tutt'altro che finita. Stiamo per questo invitando le nostre ragazze e i nostri ragazzi al massimo rispetto delle norme (a scuola e fuori) per evitare di trovarci nuovamente alle prese con numerosissimi casi di positivi, quarantene e didattica a distanza. Quest'ultima, pur avendo funzionato molto bene, ci riporterebbe a una situazione che ha causato grandi difficoltà a tanti alunni, non solo in termini scolastici, ma anche nella riduzione della socialità. Aspetti non di poco conto. L'ambito della socialità è quello su cui si dovrebbe riflettere e dove ci accorgiamo che tanti giovani stanno pagando oggi questi due anni di Covid con conseguenze importanti nell'apprendimento, nei comportamenti, nella gestione delle proprie emozioni e nella relazione tra pari e con gli adulti». (s.p.)
L’appello ai genitori di Gigi Antolini, dirigente scolastico del liceo Mossa, è semplice e chiaro. «Di fronte a un raffreddore o ai primi sintomi che potrebbero far pensare al Covid, non mandate i figli a scuola almeno per un paio di giorni. E’ una ulteriore e necessaria precauzione per evitare di tornare alla didattica a distanza. Ogni giorno, fuori dalle scuole - precisa Antolini - i contagi aumentano e l’Ats-Assl di Olbia è in difficoltà. Bisogna evitare le feste e i compleanni con tanti invitati perché sono soprattutto i casi “secondari” a crescere e a dare origine a nuove catene».
Proprio il liceo Mossa è uno dei licei che registra il maggior numero di casi positivi (in questo momento sono tre le classi in quarantena) ed è per questo che «in caso di comparsa di sintomi potenzialmente correlabili al Covid - ha rimarcato Antolini in una circolare indirizzata anche alle famiglie - è meglio astenersi dai contatti sociali e dalla frequenza scolastica. Nel caso in cui i genitori dovessero rilevare una sintomatologia che potrebbe far sospettare il contagio da Sars-Cov-2 devono comunicare tempestivamente alla scuola l’assenza per motivi di salute, per telefono (078921834) o via mail (ssps05000g@istruzione.it) e poi informare il pediatra di libera scelta o il medico di famiglia che farà la segnalazione sulla piattaforma dedicata. In questa situazione, qualche giorno di assenza non comporta conseguenze negative, soprattutto a fronte di ripercussioni ben più gravi legate al contagio che potrebbe avvenire a scuola o comunque nel contesto sociale».
Anche all’istituto di istruzione superiore Amsicora, dove sino a ieri c’era un’altra classe in quarantena nella sede dell’Agrario (dopo quelle di ottobre all’Ipia) «stiamo nuovamente portando avanti una attività di sensibilizzazione, classe per classe, con un richiamo al rispetto delle norme di contrasto al Covid e con un rispetto rigido di quanto previsto dal protocollo di istituto soprattutto per quanto riguarda l'utilizzo delle mascherine. Continuiamo a misurare la temperature all'ingresso a tutti gli studenti ogni giorno - spiega il dirigente scolastico Gian Luca Corda - e verifichiamo come previsto il green pass. Tutto questo in tutte le tre sedi. Il numero di vaccinati è quasi totale tra il personale docente e Ata della scuola (oltre il 97%) ed è in crescente aumento tra gli studenti. Ma come abbiamo visto a scuola nell'ultimo mese e mezzo, saputo da altri istituti, nonché letto sulla stampa, l'emergenza è tutt'altro che finita. Stiamo per questo invitando le nostre ragazze e i nostri ragazzi al massimo rispetto delle norme (a scuola e fuori) per evitare di trovarci nuovamente alle prese con numerosissimi casi di positivi, quarantene e didattica a distanza. Quest'ultima, pur avendo funzionato molto bene, ci riporterebbe a una situazione che ha causato grandi difficoltà a tanti alunni, non solo in termini scolastici, ma anche nella riduzione della socialità. Aspetti non di poco conto. L'ambito della socialità è quello su cui si dovrebbe riflettere e dove ci accorgiamo che tanti giovani stanno pagando oggi questi due anni di Covid con conseguenze importanti nell'apprendimento, nei comportamenti, nella gestione delle proprie emozioni e nella relazione tra pari e con gli adulti». (s.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
