La città in rosso: no alla violenza
di Giuseppe Pulina
Sono stati gli studenti degli istituti superiori i grandi protagonisti della giornata di sensibilizzazione
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TEMPIO. Scarpe rosse sparse nelle vie del centro storico, palloncini dello stesso colore sospesi a mezz’aria sotto le insegne dei negozi e panchine, anche queste rosse, installate dagli studenti nelle scuole. L’adesione alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ha visto a Tempio l’adesione di un’intera città. Ancora una volta, a farsi promotrici dell’organizzazione sono stato soprattutto le scuole. Al Dettori, la dirigente Maria Ivana Franca ha chiesto a tutto il corpo docente di dedicare le lezioni ai temi della Giornata, collegando questi al programma di Educazione civica. Ha potuto contare sulla pronta ricezione dell’invito da parte degli studenti che hanno voluto chiudere la giornata con un piccolo convegno. A questo hanno partecipato il vescovo Sebastiano Sanguinetti, e due docenti dello stesso liceo, Eleonora Baltolu e Nicola Comerci. Intraprendenti come sempre gli studenti dell’Artistico De André, che hanno esportato oltre il perimetro delle aule le loro creazioni. Molta curiosità ha preceduto l’intervento del vescovo, che ha indicato in un mal soddisfatto fabbisogno educativo una delle principali ragioni della violenza di genere. «Oggi – ha detto il prelato di fronte a una platea di circa 800 studenti collegati online dalle loro aule – prevale la cultura autoreferenziale dell’io, volta al possesso e al consumo personale, senza un vero orizzonte valoriale. Non può dirsi amore ciò che nasce in un contesto di possesso».
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