Via Stromboli e via Edison altri due ponti sequestrati

Otto anni dopo l’alluvione l’inchiesta della Procura sulle “opere incongrue” I carabinieri del Noe e la polizia locale setacciano le aree a rischio della città 

OLBIA. Altre due “opere incongrue” sono state sequestrate ieri mattina dai carabinieri del Noe di Sassari. Si tratta dei ponti di via Stromboli e del secondo ponte di via Edison. Due zone critiche della città, che si allagano a ogni temporale, danneggiate durante le alluvioni del 2013 e 2015.

Salgono quindi a sette i ponti sequestrati nel giro di una settimana dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico che stanno eseguendo l’ordinanza di sequestro preventivo emessa dal gip Claudio Cozzella, su richiesta del procuratore Gregorio Capasso, delle cosiddette opere incongrue, in collaborazione con gli agenti della polizia locale coordinati dal comandante Giovanni Mannoni.

Diciotto in tutto quelle finite sotto accusa nell’inchiesta della Procura sulla mancata messa in sicurezza della città dopo la bocciatura da parte della Regione del Piano Mancini. Ponti, ponti ferroviari e sottopassi ritenuti pericolosi e che, stando a quanto emerso dalle indagini, sarebbero già dovuti essere eliminati. Da venerdì scorso, il Noe e la polizia locale hanno dato il via al provvedimento del tribunale, con interventi graduali e valutando caso per caso le alternative al traffico da adottare. L’impatto sulla viabilità finora è stato limitato. I sigilli sono scattati prevalentemente nei quartieri periferici della città. Ma l’elenco delle infrastrutture da sequestrare prevede opere che sorgono anche in punti nevralgici del centro abitato, strade molto trafficate, come il ponte su via Vittorio Veneto, all’altezza della rotatoria, quelli in via Galvani e in via D’Annunzio. Ma anche opere che non sono di competenza del Comune, come la strada statale 127 di proprietà dell’Anas e i ponti ferroviari di proprietà delle Ferrovie dello Stato.

Resta da capire come si procederà in quei casi dove sono più pressanti i disagi legati al traffico.

Il Comune dal canto suo, attraverso il sindaco Settimo Nizzi, ha dato la più ampia disponibilità alla collaborazione agli organi inquirenti.

Intanto i temporali di questi giorni hanno fatto riemergere la paura, in verità mai sopita tra gli olbiesi, di nuovi disastri, soprattutto tra quelli che abitano nelle zone critiche che finiscono sott’acqua a ogni acquazzone.

Come nel quartiere Orgosoleddu dove la preoccupazione è forte a ogni pioggia. Tanto che i residenti, la notte, si danno i turni per vigilare sul livello del corso d’acqua che attraversa l’abitato.



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