«Ospedali depotenziati e territori scoperti»
di Giandomenico Mele
Al congresso della Fnp Cisl si è parlato della situazione drammatica di Tempio e La Maddalena
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TEMPIO. Rosa Casto è stata confermata segretaria provinciale della Fnp Cisl Gallura, la federazione dei pensionati della Cisl. Durante l’undicesimo congresso territoriale che si è svolto ieri all’Hotel Pausania Inn di Tempio, la Casto è stata votata per il suo secondo mandato e nella sua relazione programmatica ha duramente criticato lo stato della sanità sul territorio. Una critica ancora più significativa perché proviene proprio da Tempio, un territorio con il presidio ospedaliero più penalizzato dalla riforma sanitaria e dalle conseguenze della pandemia. «L’interesse principale di tutti noi è incentrato sulla sanità regionale, sulla mancanza quasi totale della medicina di prossimità, sulle liste di attesa infinite, sulla impossibilità di accedere in maniera veloce alle cure e alla prevenzione, facendo di noi sardi i maggiori turisti sanitari d’Italia, come se fossimo cittadini di serie B - ha spiegato Rosa Casto -. Non possiamo sopportare una sciagurata riforma sanitaria che ha accentrato la maggior parte dei servizi sull’ospedale di Olbia, depotenziando gli ospedali di Tempio e di La Maddalena e lasciando scoperto un territorio vasto e impervio con strade molto spesso impercorribili e mezzi pubblici quasi inesistenti. In moltissimi dei nostri comuni mancano i medici di famiglia, mancano perfino i pediatri e questa estate mancavano le guardie turistiche, non esistono le Case della salute e tutti quei presidi sanitari che permettono di esercitare il diritto alla salute».
Un attacco che va dritto a Cagliari, facendo salire sul banco degli imputati anche la giunta Solinas. Un’accusa che è stata formulata con vibrante passione anche da Alberto Farina, segretario generale della Fnp Cisl regionale, il quale parla di una situazione “drammatica”. «Nella prima fase della pandemia e in quella della campagna vaccinale l’intervento della giunta regionale è stato inadeguato e approssimativo - spiega Farina -. Pretendiamo tutele per i pensionati e un coinvolgimento del sindacato nelle scelte sulla sanità che verranno inserite nei progetti da attuare attraverso i fondi del Pnrr». «La classe politica è troppo distante rispetto ai bisogni delle nostre comunità. Qui la pandemia ha avuto un impatto più forte, partendo da una situazione sanitaria che ha messo in evidenza le crepe di un sistema smantellato da scelte sciagurate degli ultimi 20 anni - ha sottolineato Mirko Idili, segretario generale Cisl Gallura -. Una crisi sanitaria che si è trasformata in crisi occupazionale, perché l’offerta ricettiva della Gallura rappresenta il 60 per cento di quella regionale, che infine è sfociata in una crisi sociale. Siamo obbligati a ripensare il modello di welfare, dove l’intera società si prenda cura dei bisogni della gente, con il protagonismo del terzo settore e soprattutto del sindacato».
Riproponendo quindi il tema di un Patto per la Gallura, per un rinnovato protagonismo che affianchi il territorio davanti alle opportunità e alle rivendicazioni sociali ed economiche. «Non ci proponiamo col cappello in mano davanti a nessuno - conclude Idili - ma rivendichiamo un ruolo per il nostro territorio, iniziando a convocare un tavolo di confronto che coinvolga tutte le forze in campo».
Un attacco che va dritto a Cagliari, facendo salire sul banco degli imputati anche la giunta Solinas. Un’accusa che è stata formulata con vibrante passione anche da Alberto Farina, segretario generale della Fnp Cisl regionale, il quale parla di una situazione “drammatica”. «Nella prima fase della pandemia e in quella della campagna vaccinale l’intervento della giunta regionale è stato inadeguato e approssimativo - spiega Farina -. Pretendiamo tutele per i pensionati e un coinvolgimento del sindacato nelle scelte sulla sanità che verranno inserite nei progetti da attuare attraverso i fondi del Pnrr». «La classe politica è troppo distante rispetto ai bisogni delle nostre comunità. Qui la pandemia ha avuto un impatto più forte, partendo da una situazione sanitaria che ha messo in evidenza le crepe di un sistema smantellato da scelte sciagurate degli ultimi 20 anni - ha sottolineato Mirko Idili, segretario generale Cisl Gallura -. Una crisi sanitaria che si è trasformata in crisi occupazionale, perché l’offerta ricettiva della Gallura rappresenta il 60 per cento di quella regionale, che infine è sfociata in una crisi sociale. Siamo obbligati a ripensare il modello di welfare, dove l’intera società si prenda cura dei bisogni della gente, con il protagonismo del terzo settore e soprattutto del sindacato».
Riproponendo quindi il tema di un Patto per la Gallura, per un rinnovato protagonismo che affianchi il territorio davanti alle opportunità e alle rivendicazioni sociali ed economiche. «Non ci proponiamo col cappello in mano davanti a nessuno - conclude Idili - ma rivendichiamo un ruolo per il nostro territorio, iniziando a convocare un tavolo di confronto che coinvolga tutte le forze in campo».
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