Il 2021 della Lida: «Troppi abbandoni e maltrattamenti»
di Stefania Puorro
Nel rifugio “I fratelli minori” 500 cani e circa duecento gatti Cosetta Prontu: «Ci battiamo sempre per la sterilizzazione»
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OLBIA. Quando aveva due mesi era stato avvelenato e bastonato. Rimase cieco e subì gravi danni cerebrali. Ma Salvo, grazie alla Lida, è rinato nel rifugio “I Fratelli minori” e oggi, a cinque anni, è un simbolo. «È lui che, attraverso i social, “si rivolge” alle persone e augura ogni sera la buonanotte. È lui che ci dà consigli e che ha creato attorno a sé un mare d’amore. È sempre lui che ci dà la carica per andare avanti». A parlare è Cosetta Prontu, presidente della Lida e colonna di un rifugio dove, ogni giorno, dal 1999, arrivano animali maltrattati e abbandonati. In questo momento ci sono 500 cani e circa 200 gatti. Tutti amati, assistiti, sottoposti alle terapie necessarie. Ma tutti in cerca di una casa e di una famiglia che possa accoglierli.
Il canile, a poca distanza dall’aeroporto, è curato e ordinato. E ogni spazio che accoglie uno o più cani viene quotidianamente pulito per dare il meglio a piccoli e grandi ospiti a quattro zampe che spesso hanno un passato di botte e violenza. Come tre cucciolotti sistemati in una gabbia. Di fronte a qualcuno che si avvicina, tremano vistosamente. Sono terrorizzati, è troppo fresco il ricordo dei calci presi. E ci vorrà del tempo prima che possano fidarsi di qualcuno.
Il bilancio. «Il 2021 - dice Cosetta Prontu - è stato un anno terribile. I maltrattamenti nei confronti degli animali si sono moltiplicati, così come gli abbandoni. Sembra quasi che tutto il lavoro fatto in questi anni sia stato vano. E durante il periodo della pandemia sono state tante le persone che hanno usato gli animali per poi liberarsene. C’è chi ha voluto prendere un cane o un gatto per sentirsi meno solo, chi per poter uscire durante il lockdown. E poi, trascorsi i mesi duri, li hanno abbandonati. Continuiamo a portare avanti la nostra campagna per la sterilizzazione perché questo è un atto d’amore e invece fanno partorire le gattine e le cagnoline e poi distribuiscono i cuccioli ovunque senza microchip, senza vaccini e senza alcun controllo. Noi siamo molti rigorosi, su questo: tutti i cani che vengono dati in adozione hanno già il microchip e i vaccini. E a coloro che scelgono le femmine diciamo subito che provvederemo noi alla sterilizzazione. Qui al rifugio abbiamo un ambulatorio e contiamo sulla collaborazione di due veterinari. Ma per gli interventi chirurgici particolari, ci rivolgiamo a cliniche di tutta Italia. Adesso, per esempio, sta per partire Charly: ha un problema al cuore e dovrà essere operato a Milano il 13 gennaio».
I numeri. In questo momento il canile ospita 500 cani e 200 gatti ma si è arrivati a raggiungere numeri ancora più alti. «I canili dovrebbero esistere solo come luoghi di passaggio e di cura - continua la responsabile della Lida - ma purtroppo non è così. La maggior parte delle persone abbandona i propri cani o gatti perché diventano un “problema”. E così il nostro rifugio continua a riempirsi.
Finanziamenti e staff. Il Comune, ogni anno, dà alla Lida un contributo di 170mila euro per i cani. «E da questa cifra - spiega Cosetta Prontu - dobbiamo anche tirare fuori gli stipendi per 14 dipendenti. Se non avessimo l’aiuto di tanti sostenitori, non ce l’avremmo mai fatta, perché le spese e le necessità sono sempre in aumento. Ma nello staff del rifugio ci sono ovviamente i volontari, persone dalla generosità infinita che ci aiutano a portare avanti la nostra missione».
Gli ultimi arrivati. Qualche giorno fa, in una curva di Cugnana, è stata trovata una femmina anziana di pastore tedesco. «E’ dolcissima, crediamo possa appartenere a qualcuno. Vogliamo sperare che si sia persa e non che sia stata abbandonata». Ma l’ultimo dell’anno è stata buttata via un’intera cucciolata. «I cagnolini, ancora con gli occhi chiusi, sono stati messi in un secchio che conteneva vernice e lasciati in campagna. Una persona li ha trovati e ce li ha portati - conclude Cosetta Prontu -. Quando sono appena nati devono essere allattati e dobbiamo portarceli a casa e passare le notti in bianco. Ma nonostante tanta cattiveria, quando stai qui con i cani e i gatti, ritrovi la serenità che stai perdendo. Sono come una ricarica, per noi. E loro sanno che al rifugio sono al sicuro».
Il canile, a poca distanza dall’aeroporto, è curato e ordinato. E ogni spazio che accoglie uno o più cani viene quotidianamente pulito per dare il meglio a piccoli e grandi ospiti a quattro zampe che spesso hanno un passato di botte e violenza. Come tre cucciolotti sistemati in una gabbia. Di fronte a qualcuno che si avvicina, tremano vistosamente. Sono terrorizzati, è troppo fresco il ricordo dei calci presi. E ci vorrà del tempo prima che possano fidarsi di qualcuno.
Il bilancio. «Il 2021 - dice Cosetta Prontu - è stato un anno terribile. I maltrattamenti nei confronti degli animali si sono moltiplicati, così come gli abbandoni. Sembra quasi che tutto il lavoro fatto in questi anni sia stato vano. E durante il periodo della pandemia sono state tante le persone che hanno usato gli animali per poi liberarsene. C’è chi ha voluto prendere un cane o un gatto per sentirsi meno solo, chi per poter uscire durante il lockdown. E poi, trascorsi i mesi duri, li hanno abbandonati. Continuiamo a portare avanti la nostra campagna per la sterilizzazione perché questo è un atto d’amore e invece fanno partorire le gattine e le cagnoline e poi distribuiscono i cuccioli ovunque senza microchip, senza vaccini e senza alcun controllo. Noi siamo molti rigorosi, su questo: tutti i cani che vengono dati in adozione hanno già il microchip e i vaccini. E a coloro che scelgono le femmine diciamo subito che provvederemo noi alla sterilizzazione. Qui al rifugio abbiamo un ambulatorio e contiamo sulla collaborazione di due veterinari. Ma per gli interventi chirurgici particolari, ci rivolgiamo a cliniche di tutta Italia. Adesso, per esempio, sta per partire Charly: ha un problema al cuore e dovrà essere operato a Milano il 13 gennaio».
I numeri. In questo momento il canile ospita 500 cani e 200 gatti ma si è arrivati a raggiungere numeri ancora più alti. «I canili dovrebbero esistere solo come luoghi di passaggio e di cura - continua la responsabile della Lida - ma purtroppo non è così. La maggior parte delle persone abbandona i propri cani o gatti perché diventano un “problema”. E così il nostro rifugio continua a riempirsi.
Finanziamenti e staff. Il Comune, ogni anno, dà alla Lida un contributo di 170mila euro per i cani. «E da questa cifra - spiega Cosetta Prontu - dobbiamo anche tirare fuori gli stipendi per 14 dipendenti. Se non avessimo l’aiuto di tanti sostenitori, non ce l’avremmo mai fatta, perché le spese e le necessità sono sempre in aumento. Ma nello staff del rifugio ci sono ovviamente i volontari, persone dalla generosità infinita che ci aiutano a portare avanti la nostra missione».
Gli ultimi arrivati. Qualche giorno fa, in una curva di Cugnana, è stata trovata una femmina anziana di pastore tedesco. «E’ dolcissima, crediamo possa appartenere a qualcuno. Vogliamo sperare che si sia persa e non che sia stata abbandonata». Ma l’ultimo dell’anno è stata buttata via un’intera cucciolata. «I cagnolini, ancora con gli occhi chiusi, sono stati messi in un secchio che conteneva vernice e lasciati in campagna. Una persona li ha trovati e ce li ha portati - conclude Cosetta Prontu -. Quando sono appena nati devono essere allattati e dobbiamo portarceli a casa e passare le notti in bianco. Ma nonostante tanta cattiveria, quando stai qui con i cani e i gatti, ritrovi la serenità che stai perdendo. Sono come una ricarica, per noi. E loro sanno che al rifugio sono al sicuro».
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