La Nuova Sardegna

Olbia

Olbia, l’alluvionato dimenticato: «Il Comune mi risarcisca»

Olbia, l’alluvionato dimenticato: «Il Comune mi risarcisca»

Paolo Muzzetto, 73 anni, protesta con megafono e cartelli fuori dal tribunale. Otto anni di battaglia: «Le mie due case danneggiate e io dormo ancora in auto»

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La sua protesta è in continua peregrinazione da otto anni, da quando il ciclone Cleopatra, il 18 novembre 2013, ha mandato sott’acqua i suoi due appartamenti in via Danimarca. Da allora Paolino Muzzetto, 73 anni, di Olbia, ex muratore, ha spostato la sua battaglia tra Olbia e Tempio: più volte si è incatenato davanti al tribunale, ma lo ha fatto anche in occasione di consigli comunali, in città.

Ieri è ritornato davanti al palazzo di giustizia tempiese con megafono e due cartelloni: la protesta è sempre la stessa. Paolino Muzzetto chiede al Comune il risarcimento dei danni subiti dall’alluvione che ha reso inagibili i suoi due appartamenti. «Volevo vivere una vecchiaia dignitosa e invece sono costretto a dormire in macchina, il posto più caldo che ho a disposizione perché nelle due case non ci sono neanche luce, gas e acqua – dice l’ex muratore alluvionato – Non posso stare al freddo, sono anche malato. Prima affittavo quei due appartamenti e insieme alla pensione e a qualche lavoretto saltuario come muratore, riuscivo a vivere dignitosamente, ora campo con meno di 400 euro di pensione». L’esondazione del Rio Seligheddu aveva sommerso le sue case (così come altre in quella zona): l’acqua aveva raggiunto il metro e mezzo di altezza, danneggiato e reso inagibili i due edifici. Gli inquilini avevano lasciato le abitazioni e da quel momento, nonostante varie richieste, a parte qualche piccolo aiuto, il pensionato non ha ricevuto alcun risarcimento o indennizzo per i danni subiti. Gli ultimi otto anni sono stati per lui un vero tormento per l’impossibilità di riparare i danni ingentissimi e per la perdita di ogni reddito, per la malattia conseguenza del disagio e per il rischio attuale di ulteriori aggravamenti, in quanto non ha un locale idoneo dove vivere e, per quanto dice, spesso dorme nella sua Fiat 600 rossa che ha ben 23 anni. «Ho due case, ma è come se non avessi nulla perché il ciclone Cleopatra mi ha distrutto tutto: ho subìto e documentato un danno di 100mila euro».

Paolino Muzzetto conserva le lettere indirizzate e protocollate dal Comune con le quali chiede di essere risarcito, così da poter sistemare e riaffittare le case. Impossibile per lui, farlo. «Per i lavori ci vogliono i muratori. E i muratori devono essere pagati, ma io non ho soldi. Qualche lavoretto negli anni l’ho fatto io stesso, ma per poter affittare bisogna fare le cose come Dio comanda».

Nella sua battaglia, il pensionato non è solo. Lo studio legale Mura che lo assiste, pensa all’azione civile. Ma prima di intentare una causa davanti al giudice civile ha deciso di provare con la mediazione. L’avvocato Giò Mura ha depositato un’istanza di mediazione nei confronti del Comune: l’8 marzo si terrà il primo incontro. (t.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative