stalking
Offese e minacce alla ex il pm: «Condanna a 1 anno»
TEMPIO. Un anno di reclusione. È la condanna che il pubblico ministero Gianmarco Vargiu ha chiesto per un 47enne di Tempio, finito a processo per atti persecutori nei confronti della ex moglie. L’uomo...
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TEMPIO. Un anno di reclusione. È la condanna che il pubblico ministero Gianmarco Vargiu ha chiesto per un 47enne di Tempio, finito a processo per atti persecutori nei confronti della ex moglie. L’uomo è accusato di una serie di condotte minacciose e violente ai danni della donna: nei suoi confronti era scattata anche la misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa.
Secondo la ricostruzione dei fatti, ripercorsa ieri in aula dal pubblico ministero, il 47enne, non avrebbe mai accettato la fine della loro relazione, mettendo in atto una serie di condotte, a suo dire, per riconquistarla, ma secondo gli inquirenti volte invece a offenderla e a denigrarla. Stando alle accuse contenute nel capo d’imputazione e confermate dalla donna in occasione dell’esame in aula, l’uomo l’avrebbe spesso minacciata sia per strada, davanti ad altre persone, che pubblicando post su Facebook nei quali la denigrava e offendeva. In una circostanza si sarebbe anche presentato davanti alla scuola dei figli, pretendendo di fotografarli e prendendo a calci alle gambe l’agente della polizia locale che regolava il traffico e che gli chiedeva di allontanarsi. E in quella stessa circostanza avrebbe colpito l’ex moglie provocandole lesioni giudicate guaribili dai sanitari in 7 giorni. Nel corso del processo sono stati sentiti numerosi testimoni. La donna ha confermato tutte le accuse e riferito di essere stata costretta a cambiare spesso abitazione e perfino comune, da Tempio a Olbia, di non uscire più da sola perché aveva paura e di aver dovuto ricorrere ai farmaci per calmare lo stato d’ansia. Il pubblico ministero, a conclusione della requisitoria, ha chiesto al giudice Camilla Tesi la condanna a un anno di reclusione. Il processo proseguirà il 19 aprile con la discussione della parte civile, rappresentata dall’avvocato Franca della Camelia, e della difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Onorato. (t.s.)
Secondo la ricostruzione dei fatti, ripercorsa ieri in aula dal pubblico ministero, il 47enne, non avrebbe mai accettato la fine della loro relazione, mettendo in atto una serie di condotte, a suo dire, per riconquistarla, ma secondo gli inquirenti volte invece a offenderla e a denigrarla. Stando alle accuse contenute nel capo d’imputazione e confermate dalla donna in occasione dell’esame in aula, l’uomo l’avrebbe spesso minacciata sia per strada, davanti ad altre persone, che pubblicando post su Facebook nei quali la denigrava e offendeva. In una circostanza si sarebbe anche presentato davanti alla scuola dei figli, pretendendo di fotografarli e prendendo a calci alle gambe l’agente della polizia locale che regolava il traffico e che gli chiedeva di allontanarsi. E in quella stessa circostanza avrebbe colpito l’ex moglie provocandole lesioni giudicate guaribili dai sanitari in 7 giorni. Nel corso del processo sono stati sentiti numerosi testimoni. La donna ha confermato tutte le accuse e riferito di essere stata costretta a cambiare spesso abitazione e perfino comune, da Tempio a Olbia, di non uscire più da sola perché aveva paura e di aver dovuto ricorrere ai farmaci per calmare lo stato d’ansia. Il pubblico ministero, a conclusione della requisitoria, ha chiesto al giudice Camilla Tesi la condanna a un anno di reclusione. Il processo proseguirà il 19 aprile con la discussione della parte civile, rappresentata dall’avvocato Franca della Camelia, e della difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Onorato. (t.s.)
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