Covid, è scia di contagi in una settimana raddoppiati i positivi
di Giuseppe Pulina
TEMPIO. Era nell’aria. Esattamente come il virus che non vuole saperne nulla di farsi da parte o di iniziare la sua parabola discendente. I contagi in città hanno subito un forte aumento. L’ultima...
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. Era nell’aria. Esattamente come il virus che non vuole saperne nulla di farsi da parte o di iniziare la sua parabola discendente. I contagi in città hanno subito un forte aumento. L’ultima rilevazione eseguita dall’Ufficio di Igiene e comunicata al Comune fornisce cifre che non lasciano spazio a interpretazioni di sorta sulla consistenza della dinamica dei contagi: 266 positivi e 6 quarantene. Rispetto ai dati della settimana scorsa, quando risultarono positivi in 136, il numero dei contagi si è quasi raddoppiato. Per essere più precisi, è cresciuto del 95,5%. Numeri da zona rossa, se solo si fossero registrati qualche mese fa, quando cifre più contenute potevano essere sufficienti perché venisse decretata l’applicazione delle misure di contenimento più severe previste dai decreti anti-covid. Le dinamiche del contagio sono sempre più difficili da ricostruire, soprattutto quando il bacino delle persone coinvolte cresce così vistosamente. Mai come ora, il virus sembra colpire tutti e soprattutto quelle fasce di soggetti più giovani che le precedenti ondate avevano in buona misura risparmiato, andando invece a colpire anziani e persone fragili. Si sta toccando con mano la capacità di Omicron di diffondersi in poco tempo e di contagiare più persone. I rintracciamenti sono diventati una procedura complicata e, in molti casi, basta il regime di autosorveglianza (e cioè l’uso di dispositivi adeguati e una particolare attenzione nelle relazioni con il prossimo) se si sono avuti contatti stretti con soggetti positivi. Che i numeri fossero destinati a salire e a far toccare livelli inediti era chiaro da giorni, e cioè da quando nelle scuole della città si sono letteralmente moltiplicati i contagi. Dalle primarie alle superiori il passaggio del virus ha tracciato una lunga scia di contagi. Questo non vuol dire che a esserne stato il veicolo siano le scuole, dove semmai le misure di sicurezza vengono sempre rispettate. Tra le misure immediatamente applicate c'è la cosiddetta didattica mista: lezione in presenza per studenti vaccinati e negativi, dad per quelli colpiti dal virus o sprovvisti della certificazione, costretti a seguire la lezione dietro lo schermo di un tablet o di uno smartphone. Una soluzione di fortuna che difficilmente può piacere agli insegnanti, i quali hanno però dovuto farsene una ragione. Tanto più che a non venire risparmiati dal contagio, questa volta, sono stati anche loro. A dimostrazione del fatto che il virus induce a non far abbassare la guardia, considerati gli effetti che certi momenti di assembramento potrebbero avere provocato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
