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Olbiese 43enne accusato di violenza sulla ex: a giudizio

Tiziana Simula
Olbiese 43enne accusato di violenza sulla ex: a giudizio

L'uomo è sotto inchiesta per persecuzioni e abusi sulla donna. Il giudice gli ha vietato di avvicinarsi a lei. L’imputato nega e si difende

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Olbia «Sei una pazza, non vali niente...Ti ammazzo, adesso ti ammazzo...». A lungo avrebbe molestato la sua ex compagna, ricoprendola di insulti e minacce, anche di morte. Non avrebbe perso occasione per farlo ogni volta che la incontrava, anche davanti ad altre persone, dopo che lei era andata via di casa. Ma nel lungo capo d’imputazione, un 34enne nato a Cagliari e residente in città, è accusato anche di violenza sessuale: un giorno, avrebbe sfondato con un calcio la porta della sua abitazione, in preda agli effetti dell’alcol, costringendola ad avere rapporti sessuali con lui, abusi ai quali la vittima non riusciva a opporsi per paura delle sue reazioni violente, avendola diverse volte picchiata.

Tutti episodi riportati nei capi d’accusa.

Il giudice per le indagini preliminari Marco Contu, ha disposto che il 34enne venga processato con giudizio immediato. A seguito delle denunce presentate dalla donna, era scattata nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di avvicinamento, a cui l’imputato è tuttora sottoposto.

L’apertura del processo è fissata per il 3 novembre davanti al giudice monocratico Alessandro Cossu. Il 34enne, assistito dall’avvocato Giampaolo Murrighile, dovrà difendersi dalle accuse di atti persecutori, violenza sessuale e violazione di domicilio.

Diversi gli episodi contestati dal pubblico ministero Ilaria Corbelli, comportamenti violenti, minacce e abusi, commessi in costante stato di alterazione psicofisica legata all’abuso di alcolici, che sarebbero andati avanti per oltre un anno. Avrebbe continuato a perseguitarla anche quando la giovane era andata via di casa, chiudendo la loro relazione: l’uomo, sempre stando alle accuse della Procura, continuava a imporre la sua presenza entrando di forza nella casa della sua ex compagna. In un’occasione avrebbe sfondato la porta con calci, altre volte avrebbe bussato incessantemente fino a costringerla ad aprirgli e a farlo entrare. Tra le accuse contenute nel capo d’imputazione, le aggressioni, oltre che psicologiche, anche fisiche: durante i suoi violenti sfoghi d’ira, l’avrebbe presa a schiaffi, pugni, spintoni. Costringendola a mettersi al riparo rinchiudendosi nelle stanze.

Ma secondo la Procura non si sarebbe limitato a perseguitare l’ex compagna. Il giovane è accusato anche di aver abusato sessualmente di lei dopo essere entrato con forza nella sua nuova abitazione. Ubriaco l’avrebbe costretta ad avere rapporti con lui. L’imputato nega ogni accusa. «Affrontiamo con serenità il processo ritenendo infondate le contestazioni mosse dalla Procura nei confronti del mio cliente», dice l’avvocato Giampaolo Murrughile.
 

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