La Nuova Sardegna

Olbia

I Ris nella casa di Rosa Bechere alla ricerca di tracce di sangue

di Tiziana Simula
I Ris nella casa di Rosa Bechere alla ricerca di tracce di sangue

La donna scomparsa. In programma i rilievi in via Petta. Previsti accertamenti anche nella sua auto e nel chiattino dell’indagato

24 gennaio 2023
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Olbia I carabinieri del Ris di Cagliari ispezioneranno domani l’appartamento al primo piano delle case popolari di via Salvatore Petta dove viveva Rosa Bechere, la 61enne di cui si sono perse le tracce da novembre. È la prima volta che vengono eseguiti i rilievi nella casa, da quando è stata messa sotto sequestro. I nuovi accertamenti disposti dalla Procura riguarderanno non solo l’abitazione, ma anche la macchina di Rosa Bechere, una Matiz, e il chiattino di Giorgio Beccu, (49 anni di Berchidda) indagato insieme alla moglie Maria Giovanna Meloni (42 anni di Olbia), con le accuse di aver rapinato e ucciso la donna e di averne nascosto il cadavere. Casa, auto e chiattino sono sotto sequestro dalla settimana scorsa.

I Ris, coadiuvati nell’attività investigativa dai carabinieri di Olbia, eseguiranno rilievi e accertamenti tecnici ripetibili e irripetibili, passeranno al setaccio col luminol ogni centimetro dell’appartamento di via Petta, della macchina e dell’imbarcazione: si cercano tracce di sangue della donna scomparsa e altri reperti di natura biologica, anche dei due indagati, da cui poter eventualmente estrapolare il Dna da comparare con quelli riconducibili alla coppia e alla vittima.

L’inchiesta della magistratura procede ora a passi spediti. Giorgio Beccu e Maria Giovanna Meloni, entrambi difesi dall’avvocato Giampaolo Murrighile, si proclamano innocenti. In una corposa memoria difensiva già nelle mani del magistrato che la settimana scorsa li ha interrogati, hanno spiegato di essere amici di Rosa Bechere, di non avere nessun motivo per ucciderla e di averla sempre aiutata in tutto e per tutto, soprattutto dopo l’arresto del compagno Davide Iannelli, finito in carcere per l’omicidio di Tony Cozzolno, bruciato vivo lo scorso marzo sotto la palazzina di via Petta.

L’inchiesta sul giallo della scomparsa di Rosa Bechere – la donna e il marito Davide Iannelli sono assistiti dagli avvocati Abele e Cristina Cherchi – ha avuto un’accelerazione una decina di giorni fa, con l’iscrizione nel registro degli indagati di Giorgio Beccu e Maria Giovanna Meloni, conoscenti e per un certo periodo anche vicini di casa della Bechere nella palazzina di via Petta. La stessa indagata aveva presentato diverse denunce ai carabinieri segnalando una situazione esplosiva, fatta di spetti, minacce e violenze, tra i residenti del condominio.

Il corpo della 61enne è stato cercato anche in mare. Sequestrate e sottoposte a ispezione le due abitazioni degli indagati, quella in via Pietro Aretino, a Olbia, e nella frazione di Su Canale, a Monti, dove i Ris hanno trovato tracce ematiche, repertate, e di cui si attendono i risultati. Nello specchio di mare di fronte a via Aretino, gli investigatori hanno sequestrato anche il chiattino di Giorgio Beccu.

Ora i nuovi accertamenti tecnici disposti dalla Procura, focalizzati principalmente sull’appartamento della donna scomparsa.
 

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