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L'inchiesta

I misteri del lungomare di Olbia: un cadavere, forse due

di Marco Bittau
I misteri del lungomare di Olbia: un cadavere, forse due

Gli incroci tra il giallo di via Petta e la morte di Antonio Usai. I legami con i due indagati per la scomparsa di Rosa Bechere

28 gennaio 2023
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Olbia Un cadavere vero e uno ancora presunto, forse inghiottiti nello stesso fazzoletto di mare, la darsena di via Redipuglia. Ci sono strani legami e curiose coincidenze tra l’inchiesta sulla scomparsa di Rosa Bechere due mesi fa e la morte di Antonio Usai, annegato davanti al lungomare e ripescato la mattina del 2 dicembre, appena una settimana dopo l’ultimo avvistamento della Bechere. Legami e coincidenze, nulla di più, su cui però la Procura di Tempio ora sta svolgendo i dovuti accertamenti.

Certo è che Antonio Usai abitava in via Tasso, nelle case popolari dietro via Roma, dall’altra parte della darsena. Cioè a pochi passi da via Pietro Aretino, dove c’è il tugurio-gattile abitato da Maria Giovanna Meloni e Giorgio Beccu, la coppia indagata dalla Procura di Tempio che accusa i due di aver prima rapinato e poi ucciso Rosa Bechere, facendo sparire nel nulla il cadavere. Usai e la coppia Meloni-Beccu erano vicini di casa, si conoscevano, forse erano addirittura amici. Magari lui e Beccu andavano insieme a pesca sul chiattino blu sequestrato dai carabinieri. Tutti e tre, comunque, personaggi pasoliniani, appartenenti a quel “mondo di mezzo” popolato da grandi bevitori, trafficanti di qualunque cosa, pescatori d’acque basse e gattare che sbarcano il lunario con quello che di meglio offre la giornata. Vite ai margini della città, in un cono d’ombra dove può accadere tutto e il contrario di tutto.

Esattamente quello che è successo a Rosa Bechere, 60 anni, invalida e sola dopo l’arresto del compagno, Davide Iannelli, indagato per l’omicidio di Tony Cozzolino, bruciato vivo dopo l’ennesima lite tra nemici di casa nel condominio terribile di via Petta, quartiere San Nicola. Dopo mesi di terrore, trascorsi nella sua casa tra intimidazioni e minacce, la donna è scomparsa dai radar. Nelle carte dell’inchiesta le ultime notizie risalgono al 25 novembre, poi il buio. Per la Procura di Tempio la donna sarebbe stata rapinata e poi uccisa da una coppia di amici, o presunti tali: Maria Giovanna Meloni (42 anni di Olbia) e Giorgio Beccu (49 anni di Berchidda). Secondo la Procura, i due avrebbero stordito Rosa Bechere con farmaci a base di benzodiazepine per sottrarle i risparmi tenuti in casa e le carte BancoPosta e Postapay necessarie per prelevare il reddito di cittadinanza accreditato sul conto. Con quelle carte e con una “finanziaria” stipulata per 900 euro la coppia avrebbe fatto shopping a mani basse: prodotti per la casa, una affettatrice, un robot per le pulizie domestiche, statue e statuine di ogni genere raffiguranti gatti. Tutto all’insaputa o contro la volontà della Bechere. Alla fine la donna invalida è scomparsa e gli investigatori ritengono sia stata uccisa. Finora però nessuna traccia del corpo e la coppia indagata si è sempre dichiarata estranea a tutte le accuse. Nelle case, nell’auto della donna e nel chiattino di Beccu sono state trovate macchie di sangue, ma devono essere ancora analizzate.

Tutto e il contrario di tutto potrebbe essere accaduto anche ad Antonio Usai, 69 anni che sembravano cento. Il suo corpo è stato ripescato il 2 dicembre (una settimana dopo la scomparsa di Rosa Bechere) nello specchio d’acqua davanti al lungomare di via Redipuglia. Morto annegato, ha certificato l’autopsia, ma come e perché resta un mistero. Resta il fatto che il corpo è stato restituito alla famiglia – con divieto di cremazione disposto dal magistrato – e poi incredibilmente “dimenticato” in una camera del cimitero in attesa del funerale. Una storia che sembrava finita, ma pochi a Olbia credono alla versione della fatale caduta in mare. Nello stesso punto dove i sommozzatori ancora oggi stanno cercando il corpo di Rosa Bechere.

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