La Nuova Sardegna

Olbia

Violenza di genere

«Torno a casa e ti sparo»

di Marco Bittau
«Torno a casa e ti sparo»

Ordinanza cautelare per uno stalker 48enne che a Olbia perseguitava la sua ex. L’uomo non potrà avvicinarsi alla vittima né telefonare o inviare sms

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Olbia L’ultima minaccia alla sua ex fidanzata è stata un inquietante “ti sparo, stanotte torno a casa e ti sparo”. Così dopo sei mesi di vita da incubo nei confronti dello stalker violento è scattata l’ordinanza cautelare firmata l’altro ieri dal gip del tribunale di Tempio Claudio Cozzella. Codice rosso alla mano, il persecutore, olbiese di 48 anni, da questo momento non può più avvicinarsi alla sua vittima o alla sua abitazione, né può più inviare messaggi telefonici di qualunque genere. L’uomo, assistito dal suo difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile, sarà sentito dal gip nei prossimi giorni. «Nessun commento – taglia corto l’avvocato – non conosciamo ancora gli atti dell’indagine e aspettiamo l’interrogatorio di garanzia».

Così della vicenda si sa poco o nulla, Di sicuro le persecuzioni sarebbero iniziate al termine dell’anno scorso (a dicembre un violento litigio quando la donna aveva deciso di troncare la relazione) e poi esplose in modo insostenibile lo scorso mese di maggio. È stata l’ex fidanzata dell’uomo a segnalare i numerosi episodi di stalking, che soprattutto negli ultimi tempi sono diventati sempre più insistenti e minacciosi. Alla fine la segnalazione ai carabinieri di Olbia che hanno svolto le loro indagini sentendo i familiari della donna e diversi testimoni. I militari hanno anche effettuato un sopralluogo nell’abitazione della vittima per sentire i vicini di case e avere la conferma dei ripetuti tentativi dell’uomo di entrare in casa. Insomma, una situazione di grave pericolo che l’altro ieri ha convinto il gip del tribunale di Tempio a firmare l’ordinanza cautelare. In effetti, nel fascicolo dell’inchiesta risulta che l’uomo si sarebbe presentato in più occasioni nell’abitazione dove viveva l’ex fidanzata, chiamandola al telefono e inviandole messaggi di ogni genere.

Un mix di paura e ansia per la donna che aveva ancora ben presente l’aggressione fisica del giorno – era il 26 dicembre – che aveva deciso di liberarsi del suo persecutore. Lui l’aveva strattonata e sbattuta contro una finestra afferrandola per il collo e minacciando di buttarla giù dal balcone. Oppure qualche giorno dopo quando si era presentato sotto casa spaccando lo specchietto retrovisore dell’auto di lei, parcheggiata nella strada. Fino al fatidico “ti sparo, stanotte torno a casa e ti sparo”. La classica, drammatica, goccia che ha fatto traboccare il vaso.


 

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