La Nuova Sardegna

Olbia

Violenza

Golfo Aranci, colpito dalla carabina a piombini: migliorano le condizioni di Yusuf

di Paolo Ardovino
Golfo Aranci, colpito dalla carabina a piombini: migliorano le condizioni di Yusuf

Il lavapiatti valuta se denunciare i quattro ragazzi olbiesi

27 ottobre 2023
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Golfo Aranci Forse stava tornando proprio dal turno di lavoro l’uomo di origini gambiane, 36 anni, colpito mercoledì pomeriggio da un pallino di piombo sparato con un fucile ad aria compressa. Yusuf, questo il suo nome, è finito vittima di un gesto folle di quattro ragazzini olbiesi, tra i 18 e 20 anni, che da una villa in via Colombo lo hanno colpito alla spalla.

Per la ferita è stato portato all’ospedale Giovanni Paolo II in codice rosso. La sera stessa è stato poi dimesso dopo alcune medicazioni. Stava lavorando per la stagione estiva come lavapiatti alla Trattoria del Port. Sono i titolari a tranquillizzare: «Poteva andare peggio, l’ho sentito, per fortuna sta bene». Ora si procede su due strade. La prima è strettamente legata all’uomo colpito dal pallino di piombo, a stretto giro, forse già in queste ore, Yusuf sarà ascoltato dai carabinieri della stazione di Golfo Aranci. Procederà molto probabilmente con una querela per lesioni anche se non gravi, indirizzata al ragazzo responsabile sull’atto pratico di aver esploso il colpo col fucile e poi nei confronti degli altri tre in concorso di colpa.

I quattro responsabili nell’immediato sono stati convocati in caserma e ascoltati. Poi si attende l’esito delle analisi effettuate sulla carabina ad aria compressa sequestrata insieme ai pallini di piombo. In modo da capire e stabilire se l’arma rientra nell’ordine dei giochi, seppur pericolosi, o se piuttosto possa essere definita una vera e propria arma. A quel punto scatterà la denuncia per detenzione illecita. Lo scenario del gioco finito male convince sino a un certo punto. Uno dei quattro ragazzi, è stato appurato, ha sparato dal perimetro di un’abitazione verso la strada. E questo nell’esatto momento in cui l’uomo di origini africane stava transitando su un mezzo a due ruote. Non è da escludere, e sarebbe sconfortante, l’ipotesi di un gesto folle mosso da un sentimento di razzismo.


 

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