La Nuova Sardegna

Olbia

Il processo a Iannelli

Omicidio a Olbia, la compagna di Tony Cozzolino: «Io e mio figlio lasciati da soli»

di Tiziana Simula
La polizia di fronte alla palazzina popolare n via Petta dove è avvenuta l’aggressione (foto Vanna Sanna)
La polizia di fronte alla palazzina popolare n via Petta dove è avvenuta l’aggressione (foto Vanna Sanna)

Letto un messaggio della donna nell'aula della Corte d'assise: «Sono stata minacciata e sono tornata in Polonia»

19 dicembre 2023
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Olbia «Chiedo scusa al tribunale, ma dopo l’omicidio di mio marito ho subito un forte trauma psicologico e sono in cura da uno psichiatra. Per le mie condizioni psico fisiche ed economiche non riesco a raggiungere il tribunale». Neppure ieri Magdalena Murawska si è presentata in aula, in Corte d’Assise, a Sassari, dove si sta celebrando il processo che vede imputato per omicidio premeditato Davide Iannelli, accusato di aver cosparso di benzina e dato fuoco al suo vicino di casa, Tony Cozzolino.

La donna, che dopo la morte del compagno (con cui ha avuto un figlio) è ritornata in Polonia, è stata citata diverse volte per essere sentita in aula, ma non è mai comparsa. Ieri il suo difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile, ha letto alla Corte un messaggio col quale chiedeva ai giudici di essere esonerata dal presenziare all’udienza, spiegando le ragioni.

Magdalena Murawska ha riferito di essere sotto cura psichiatrica, ma ha anche detto di aver subito minacce dopo la morte del marito e di essere ritornata in Polonia con l’aiuto della sua famiglia perché aveva terrore di restare ancora a Olbia. «Dopo la tragedia io e mio figlio siamo stati lasciati da soli», ha scritto nella comunicazione letta in aula dal suo avvocato.

La donna si è scusata più volte col tribunale per non essere presente ieri a causa di queste difficoltà, ma ha dato la propria disponibilità per la prossima udienza o per essere sentita in videoconferenza. «Vorrei che questo incubo finisse il prima possibile», ha detto. Magdalena Murawska non è stata mai sentita, neanche durante le indagini preliminari.

La sua deposizione è ritenuta importante dalle parti. Indispensabile per la Corte. Che ha deciso di disporre l’audizione in videoconferenza dalla Polonia nel caso in cui nella prossima udienza – fissata per il 23 gennaio – non dovesse essere presente in tribunale. Soluzione per la quale si sono detti d’accordo anche i difensori dell’imputato, gli avvocati Abele e Cristina Cherchi. Ieri non era presente neanche la madre di Tony Cozzolino. L’avvocato Antonio Fois, che assiste lei e altri familiari della vittima, ha presentato un certificato medico che attesta che non è in grado di testimoniare. La Corte si è riservata.

La lite tra Davide Iannelli e Tony Cozzolino era avvenuta l’11 marzo 2022 sotto le case popolari di via Petta, dove abitavano entrambi: secondo le accuse della Procura di Tempio, al culmine di un ennesimo litigio, Iannelli, aveva rovesciato addosso al rivale una bottiglia piena di benzina e aveva appiccato il fuoco col suo accendino. In un attimo le fiamme avevano avvolto Cozzolino. Era morto dopo nove giorni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile di Sassari. Diversa la versione dei difensori: Iannelli quella mattina (come tante altre volte prima) all’uscita di casa sarebbe stato raggiunto minacciosamente e aggredito da Tony Cozzolino. L’ennesima lite, visto che tra i due i rapporti erano pessimi e gli scontri talmente frequenti, non solo tra loro, da trasformare la palazzina di via Petta in una polveriera.

Davide Iannelli è il compagno di Rosa Bechere, la donna invalida scomparsa nel nulla circa un anno fa.

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