La Nuova Sardegna

Olbia

Verso le elezioni regionali

Alessandra Todde a Olbia: «Strade, sanità, continuità: ultimi cinque anni da dimenticare»

di Serena Lullia
Alessandra Todde a Olbia: «Strade, sanità, continuità: ultimi cinque anni da dimenticare»

Bagno di folla al Blumarine per la candidata presidente del Campo largo: «La gente ha bisogno di risposte»

13 gennaio 2024
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Olbia La formula scelta per il primo incontro della città con Alessandra Todde spezza i tradizionali schemi del protagonismo del candidato presidente, a metà tra egocentrismo e narcisismo. Alessandra Todde declina quel Noi, scelto come pilastro del suo mantra elettorale, nel concreto. A raccontare problemi e bisogni della Gallura ci sono gli esponenti dei sindacati, dell’impresa, delle associazioni, della scuola. Lei ascolta, prende appunti, racconta la Sardegna che «la nostra coalizione ha in mente». Si concede di parlare in prima persona solo quando cita le sue esperienze, in Sardegna, in Italia, all’estero. Non per mostrare le stelle del curriculum, ma per far capire che le sue parole non sono politica virtuale, ma che la Sardegna che vuole costruire con le 15 sigle che la sostengono si fonda su esperienza, ascolto, conoscenza. «A breve uscirà una seconda bozza del nostro programma – dice in apertura dopo il lungo applauso della sala satura di persone – che raccoglie le istanze della gente. La bellezza di questo cammino siete voi. Ora ci troviamo a un bivio. Possiamo vedere senza reagire alla distruzione e alle mancate risposte. O reagire».

Sulla continuità territoriale.  «Il problema non sono le risorse. Le abbiamo avuto anche in passato. Ma abbiamo avuto anche un presidente della Regione che ci ha detto che risparmiare 12 milioni sull’ultimo bando è stato un risparmio, invece è stata una scelta sulla nostra pelle. Un bando vecchio che ha riproposto le stesse condizioni degli ultimi 20 anni. Ci siamo fatti dire dalla commissione europea, su parametri vecchi del 2018, di cosa avessimo bisogno». Sulla mobilità interna impossibile non fare riferimento alle due strade che il segretario della Cisl Gallura, Mirko Idili ha definito la strada della vergogna, Monte Pino, e quella dello scandalo, la Olbia-Arzachena-Santa Teresa. «Senza fare riferimento alle nuove infrastrutture di cui la Sardegna e in questo caso la Gallura ha bisogno – spiega Todde –, dobbiamo completare tutti quei cantieri eternamente fermi all’80% pur essendoci finanziamenti e autorizzazioni. Abbiamo necessità di infrastrutture non solo per curarci, vivere, studiare, ma per fare impresa, far vivere le piccole comunità. Oltre a ricominciare a monitorare ed essere incisivi ai tavoli con Anas e Rfi dobbiamo saper programmare e spendere i nostri soldi. Quei tre miliardi di avanzo di cassa sono un’onta incredibile sulla Regione. Soldi non spesi per noi. Per servizi, strade, in sanità». E sulla sanità. «In questi ultimi 5 anni siamo passati, senza che ci venisse comunicato, a una sanità privata. Invece dobbiamo dire che la sanità è pubblica e così deve rimanere. E ciò non significa demonizzare quella privata, che deve servire per arricchire, non per sostituire la pubblica. Non faremo alcuna riforma della sanità. Dobbiamo invece ricostruire la sanità territoriale smantellata negli ultimi cinque anni. Come? Liberiamo i medici da tutte quegli aggravi che non gli fanno assistere i pazienti. Formiamo personale infermieristico. Negoziamo con le università sul numero chiuso». 

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