La Nuova Sardegna

Olbia

Verso le elezioni regionali

I candidati Pd in Gallura: «Nessuna promessa miracolosa, ma un programma concreto nato con e tra la gente»

di Serena Lullia

	Da sinistra Ivana Russu, Claudia Filippeddu, Fabio Fresi, Tiziana Cirotto, Giuseppe Meloni, Emiliano Deiana (foto Vanna Sanna)
Da sinistra Ivana Russu, Claudia Filippeddu, Fabio Fresi, Tiziana Cirotto, Giuseppe Meloni, Emiliano Deiana (foto Vanna Sanna)

Scendono in campo Giuseppe Meloni, Tiziana Cirotto, Emiliano Deiana, Claudia Filippeddu, Fabio Fresi e Ivana Russu

24 gennaio 2024
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Olbia Si candidano a governare la Sardegna facendo leva su alcuni principi chiave. La coerenza degli ideali. Che li ha lasciati immuni dal modaiolo mercato delle casacche per un posto in lista e non gli ha fatto abbandonare il partito come bambini capricciosi. La competenza. Nei diversi ambiti professionali e in quello amministrativo acquisito nei comuni o in Regione, in maggioranza come in opposizione. La serietà. Nessuna prodigiosa ricetta salva Sardegna ma un programma costruito insieme alla gente.

I candidati galluresi del Partito democratico si presentano al territorio. Sono l’uscente consigliere regionale Giuseppe Meloni, Tiziana Cirotto, Emiliano Deiana, Claudia Filippeddu, Fabio Fresi e Ivana Russu. Comune l’idea che la corsa per conquistare la Regione sia tra il polo di centro sinistra guidato da Alessandra Todde e il centrodestra. «Il confronto è tra la nostra coalizione, con Todde presidente, che vuole cambiare la Sardegna – dice Giuseppe Meloni, 44 anni  – e il polo di centrodestra che vuole andare in continuità. E noi in Sardegna abbiamo bisogno di un presidente come Alessandra Todde. Dall’altra parte c’è la stessa, identica coalizione che ha governato per cinque anni. Non c’è più Solinas a guidarla, ma ci sono gli stessi uomini e gli stessi partiti. Ricordo che Truzzu, persona perbene, è stato per quattro mesi presidente della commissione Bilancio della legislatura che si chiude, leader del partito che fa parte di quella coalizione. Non c’è stata una sola volta in cui Fdi abbia votato contro le decisioni della giunta Solinas. E in Gallura credo che ci sia grande delusione per le tante promesse fatte e non mantenute. Sanità, trasporti urbanistica, provincia». Da qui l’appello al voto. «Andare a votare è l’unico vero modo per cambiare le cose. I sardi, i galluresi, devono capire quanto sia importante non astenersi, ma partecipare al voto. Restare a casa significa confermare il quadro di governo regionale attuale».

Temi ripresi da Tiziana Cirotto, 41 anni, funzionaria del patronato Inca Cgil. «La nostra isola sta affrontando grandi sfide, dalla precarietà della sanità ai trasporti. La nostra coalizione ha costruito un programma concreto e realizzabile in grado di sollevare la Sardegna dalle sabbie mobili in cui la destra ci ha affossato. Sin da bambina vivo la politica, mio padre era un militante della Sinistra e del sindacato. Ho imparato da presto che la politica è passione a servizio del bene comune. A 27 anni sono stata eletta consigliere comunale, a 32 assessore ai Servizi sociali e vice sindaco. Ora siedo nei banchi della minoranza con uguale partecipazione. Ho fatto esperienza in questi 13 anni nei valori in cui sono cresciuta. Fare politica è servire la comunità. Per me vengono prima gli ultimi, coloro che hanno più bisogno».

Dei fallimenti del centrodestra parla anche Emiliano Deiana, 49 anni, un curriculum che comprende 15 anni da sindaco di Bortigiadas, adesso consigliere comunale e da 7 anni presidente dell’Anci Sardegna, associazione nazionale comuni italiani. «Questa non è una candidatura di singoli, assemblati alla bene e meglio – spiega Deiana -. Siamo una squadra. Ciò che il sottoscritto o gli altri candidati possono fare, possiamo farlo solo in maniera collettiva. Non si può dire altrettanto delle liste presentate dai nostri contendenti. Sono sommatorie di nomi. Sui nostri avversari (il centro destra ndr) hanno fallito dove hanno promesso di più: sanità, infrastrutture, provincia. C’è poco da commentare. La nostra concentrazione massima è sulle cose da fare. C’è da risollevare la Sardegna, il nostro territorio. Perché tutte le promesse fatte nel 2019 sono andate a fallire. Noi dobbiamo riprendere il dialogo con la parte più fragile della nostra comunità. Gli anziani, i poveri, i giovani. In politica la militanza ha e deve avere un valore. Da quando ho cominciato a fare politica ho sempre militato nello stesso partito. Sono stato con alterne fortune contento, scontento, ma sono rimasto dove ero. In altre situazioni non mi sembra di vedere la stessa coerenza. Io sono certo che la coerenza delle persone sedute a questo tavolo verrà premiata dalla gente».

Claudia Filippeddu, 29 anni, di Arzachena, si candida a dare voce a quella fetta di Gallura troppo spesso muta, i giovani. Laureata in Economia e gestione aziendale a Cagliari ha fatto esperienze professionali a Shangai e poi a Londra. Adesso lavora nelle aziende di famiglia. «In questi anni mi sono accorta di quanto le possibilità in Sardegna siano diverse da quelle all’estero. Ho toccato con mano i problemi legati ai trasporti, all’istruzione, al lavoro. Per non parlare della sanità. È nata così in me la voglia di partecipare attivamente. Si dice spesso che i giovani siano lontani e disillusi dalla politica. Penso che sia una conseguenza del fatto che si investe sempre meno nel futuro delle nuove generazioni. Quindi quando il partito democratico mi ha proposto questa opportunità ho sentito la necessità di coglierla. Con la mia candidatura vorrei ispirare, nel mio piccolo, e dare voce ai giovani. Nella candidata presidente Alessandra Todde io vedo la speranza di cambiare in meglio la Sardegna.

Per Fabio Fresi, 45 anni, consigliere comunale di Arzachena, ed ex assessore è arrivato il momento di cambiare le cose. «Ho trovato in questo gruppo la passione, il cuore, quel sentimento che da tanti anni non riuscivo a trovare. Quasi ci fosse una apatia, una rassegnazione generale. Tanto tutto funziona così, tanto non si può cambiare nulla. C’è gente che oggi si ripropone a governare la Regione Sardegna come se niente fosse. Dicono dall’altra parte: Solinas è il lupo cattivo, e noi ci salviamo tutti. Non devo difendere certo io Solinas, ma chi si candida oggi è la stessa classe politica che ha distrutto la sanità sarda, che in Gallura ha fatto tante promesse a partire dalle opere infrastrutturale di cui il presidente della Regione è stato commissario. Oggi abbiamo una grande possibilità: Alessandra Todde è una persona di grande umiltà, preparazione e spirito di servizio».

Ribadisce con orgoglio la sua appartenenza al Pd, Ivana Russu, 42 anni, capogruppo di Olbia democratica in consiglio comunale. «Noi non ci siamo mai nascosti. Siamo amministratori, viviamo le nostre comunità, cerchiamo di portare i bisogni dei nostri concittadini all’interno dell’aula consiliare. Quando si amministra si hanno delle responsabilità e ognuno si deve portare addosso la responsabilità di questa amministrazione regionale. In Gallura avevamo tre assessori regionali. La Gallura avrebbe dovuto contare a Cagliari. In più avevamo il capogruppo regionale di Forza Italia gallurese. Non ho visto nessuno di loro fare delle battaglie sulla sanità, sulla scuola, sulle infrastrutture. Oggi non ci inventiamo nulla in questa campagna elettorale. Noi siamo stati cinque anni tra la gente, siamo tra la gente. Quando il consigliere Giuseppe Meloni era in maggioranza, nella giunta Pigliaru, se c’era qualcosa che non andava sul nostro territorio, Giuseppe si discostava e combatteva a Cagliari per quelle che erano le necessità del nostro territorio. In questi cinque anni nessuno ha alzato la testa per rivendicare le esigenze della Gallura. Ora sono bellissimi i post dei nostri compagni di viaggio che parlano di cultura, di scuola, di città sostenibili. Dove erano questi cinque anni?. Non è che Solinas era il portatore di tutti i mali. Era accompagnato nelle sue scelte e nelle sue decisioni da assessori della Gallura che hanno contribuito a distruggere la Sardegna in questi cinque anni. E noi siamo orgogliosi di essere stati dall’altra parte».

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