La Nuova Sardegna

Olbia

La tragedia

Olbia, primi due indagati per la tragedia nel cantiere

di Tiziana Simula
Olbia, primi due indagati per la tragedia nel cantiere

Disposta l’autopsia sull’operaio morto. Accertamenti sulle imprese al lavoro in via Londra

25 febbraio 2024
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Olbia Un volo di una decina di metri da un ponteggio e una tragedia ancora tutta da chiarire. I carabinieri della stazione di via D’Annunzio e gli ispettori dello Spresal, il servizio dell’Asl che si occupa di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, coordinati dalla Procura di Tempio, portano avanti le indagini volte a fare luce sui molti lati ancora oscuri del tragico incidente costato la vita a Baskim Bitichi, operaio kosovaro di 42 anni morto sul colpo sabato pomeriggio dopo essere precipitato da un ponteggio di un complesso residenziale in costruzione, in via Londra, nel quartiere di Sa Minda Noa.

L’interrogativo più importante al quale dare una risposta è perché si trovasse lì e che cosa stesse facendo. Baskim Bitichi era infatti in malattia da due mesi a causa di un incidente stradale e, in ogni caso, non lavorando in quel cantiere, non sarebbe dovuto entrare all’interno.

La Procura di Tempio – titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Daniele Rosa – ha ordinato l’immediato sequestro del cantiere edile nel quale devono essere effettuati ulteriori accertamenti, e il sequestro della salma del muratore su cui sarà eseguita l’autopsia. I carabinieri, intanto, stanno continuando a sentire diverse persone che lo conoscevano, in particolare i colleghi di lavoro. Sono in corso verifiche sulle due imprese che si stanno occupando dei lavori e risulterebbero indagati (è un atto dovuto), al momento, i titolari delle due società: la ditta Plintos srl e la Gimmy Edil costruzioni e ristrutturazioni. Ma non è improbabile che a breve vengano chiamate in causa anche altre figure, come accade sempre quando si verificano incidenti sul lavoro. Baskim Bitichi era dipendente della Gimmy Edil costruzioni, di cui è titolare Vegim Thaqi, conosciuto come Gimmy, kosovaro anche lui, un imprenditore conosciuto e stimato in città e in Gallura.

Sotto choc per quanto accaduto, sabato pomeriggio si è immediatamente precipitato in via Londra, dov’erano in corso gli accertamenti. L’inchiesta appare tutt’altro che semplice. Due operai che erano lì nel cantiere e stavano facendo pulizia nel cortile, entrambi connazionali della vittima, sentiti dagli investigatori nell’immediatezza dei fatti, hanno negato che la vittima stesse lavorando sul ponteggio dal quale è caduto. «Siamo amici e lui mi ha chiesto i soldi per fare la spesa. Dopo è salito sul ponteggio e col suo cellulare ha forse scattato qualche foto. Io e l’altro mio collega eravamo di spalle e all’improvviso abbiamo sentito un tonfo», ha detto uno di loro. Ma la versione che il muratore fosse lì per caso non convince i carabinieri e gli ispettori dello Spresal che ritengono che l’uomo – che era vestito con indumenti da lavoro – stesse, invece, lavorando nel cantiere. Ipotesi che dovrà trovare riscontro con le indagini. Elementi utili a ricostruire quanto è accaduto, potranno arrivare dall’autopsia, anche per verificare quali fossero le sue condizioni fisiche al momento della disgrazia. Oltre a capire come mai l’operaio sia salito sul ponteggio, c’è da accertare se il cantiere fosse in regola e se le norme sulla sicurezza siano state rispettate.

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