Tempio, durante l’udienza per il presunto stupro di gruppo associazioni in piazza per solidarietà alle ragazze coinvolte
La protesta è contro la vittimizzazione secondaria delle donne che subiscono violenza. Al centro della polemica le domande rivolte in aula alla giovane che ha denunciato il presunto stupro
Tempio È proseguito oggi in tribunale a Tempio il processo per presunta violenza sessuale di gruppo che vede imputati Ciro Grillo e i suoi tre amici genovesi Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. In aula l’amica norvegese della 23enne italo norvegese principale accusatrice dei quattro ragazzi a cui il giorno dopo il fatto confidò della violenza sessuale subita.
In concomitanza col processo e in occasione dell’8 marzo le associazioni femministe della Gallura sono scese in piazza con una manifestazione per mettere al centro dell’attenzione il tema della vittimizzazione secondaria delle donne che hanno subito violenza con l’obiettivo di esprimere solidarietà alla ragazza parte offesa nel processo per le domande che le sono state rivolte. Davanti al palazzo di giustizia sono stati appesi due striscioni con le scritte “Il sesso senza consenso è stupro” e “La vittimizzazione secondaria è violenza”. Poi, al termine dell’udienza, il corteo si è fermato a manifestare davanti all’ingresso del tribunale.
«Il processo penale è sofferenza per tutti, persone offese e imputati. Non credo che esista un modo diverso per accertare la verità dei fatti di rilevanza penale – ha commentato l’avvocato Mariano Mameli, difensore di Edoardo Capitta, in merito alla manifestazione – Non mi risulta che in questo tribunale sia mai accaduto nulla che non fosse strumentalmente necessario all’accertamento dei fatti, con la massima attenzione alle persone». (t.s.)
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