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Olbia, scontro in Consiglio. Russu: «Qui assessori non classificati». Nizzi: «Vergognati»


	La consigliera comunale del Pd Ivana Russu (foto Vanna Sanna)
La consigliera comunale del Pd Ivana Russu (foto Vanna Sanna)

Il botta e risposta sul ruolo della giunta comunale

23 aprile 2024
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Olbia. L’ordine del giorno era da sbadigli. Comunicazioni, un regolamento e l’approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2023. Ma è stato proprio quest’ultimo punto, oggi 23 aprile in consiglio comunale, a innescare un nuovo scontro tra la consigliera del Pd Ivana Russu e il sindaco Settimo Nizzi. Tutto è partito con la lettura della delibera da parte dell’assessore al Bilancio Alessandro Fiorentino. Un intervento, il suo, giudicato dalla minoranza un po’ troppo frettoloso. «La spiegazione del rendiconto è durata solo 2 minuti e 23 secondi. È un momento importante, mi sarei aspettato qualche considerazione» ha detto Gianluca Corda, anche lui del Pd. Critico anche Rino Piccinnu. Poi l’attacco di Ivana Russu. «È palese a tutti il fallimento politico di quest’aula, nella quale non si discute più – dice –. Signor sindaco, le faccio una provocazione: lei ha una idea di sviluppo di città, ma dopo due anni è arrivato il momento di dare una registrata a questa giunta. Ci sono assessori che lavorano e altri che non sono classificati». Poi ancora: «Lei pensa spesso in grande, alle grandi opere, dimenticando però di seguire alcune cose: i giovani, il tessuto sociale, la sicurezza della città». Infine: «La invito a riflettere sul fatto di dare una sveglia o un rimpasto a questa giunta». A difesa degli assessori è scattato il consigliere forzista Pietro Carzedda. Poi la risposta del sindaco Nizzi. «Io mi sarei vergognato, non spetta a te dire cosa deve fare un sindaco con la propria giunta – dice –. Se fossi stata brava saresti stata eletta a Cagliari (riferendosi alla mancata elezione di Russu in consiglio regionale, ndr). Non mi sarei aspettato di dover sentire di nuovo interventi di così basso livello. Hai detto fesserie». La risposta di Russu: «Non è lesa maestà chiedere le dimissioni». Poi un passaggio sulle regionali: «Auguro a tutti di prendere, la prima volta, 3.111 preferenze, frutto non della gestione del potere ma di una X messa liberamente per le battaglie condotte». A chiudere il cerchio Angelo Cocciu (Fi), che ha cercato di rasserenare gli animi, e Maddalena Corda, che ha invece difeso Ivana Russu.  (d.b.)

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