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Una città e le sue storie
Una città e le sue storie – Olbia

Olbia, da porto di transito a città turistica: in 20 anni un nuovo miracolo economico

di Marco Bittau
Olbia, da porto di transito a città turistica: in 20 anni un nuovo miracolo economico

La trasformazione innescata dal miglioramento dei servizi e da una maggiore consapevolezza

31 maggio 2024
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Olbia. Il miracolo turistico olbiese è un fenomeno sfuggente, ancora in corso e in attesa di un’analisi compiuta. Nata e cresciuta come “brutto anatroccolo” all’ombra della Costa Smeralda, Olbia negli ultimi vent’anni è diventata una vera città turistica dal profilo internazionale, sempre più richiesta nel mercato delle vacanze. E di miracolo in effetti si tratta, visto che soltanto qualche decennio fa la città ancora era prodiga di cemento e mattoni e non certo di servizi di qualità. Per qualche strano motivo, per decenni la bellezza di Olbia è rimasta confinata a Porto Rotondo, nobile scrigno custode di tesori d’arte e di gioia di vivere. Eventualmente anche a San Pantaleo, poche case fascinose incastrate nel granito, meta di pellegrinaggio chic da Porto Cervo e dintorni. Per il resto nulla: un aeroporto e un porto dove sbarcare e allontanarsi in fretta verso mete più felici. Questo era Olbia: la confusa e disordinata porta della Sardegna, intesa come luogo di transito e non destinazione ultima per una vacanza.

Il miglioramento complessivo dei servizi e delle infrastrutture di base, la consapevolezza delle proprie enormi risorse ambientali e paesaggistiche, il boom del turismo da crociera e, in tempi più recenti, la politica dei grandi eventi hanno contribuito a innescare il meccanismo della trasformazione. Tutto molto in fretta, al massimo due decenni, in una città che corre veloce e vive quasi con agonismo la sfida della contemporaneità. In fondo, si tratta anche di un percorso naturale e comprensibile, nel senso che una città in crescita costante e frenetica ha bisogno prima di tutto dei servizi essenziali (case, strade, acqua, luce), l’innalzamento della soglia di qualità della vita viene dopo. E quando arriva ne beneficiano tutti, i residenti e anche i vacanzieri. Più che un traguardo già raggiunto, Olbia città turistica oggi è un work in progress, un divenire continuo che si alimenta con le buone pratiche della moderna industria delle vacanze, fatta soprattutto di qualità e sostenibilità.

Il rispetto dell’ambiente prima di tutto, poi il giusto prezzo da pagare, infine la compatibilità con le esigenze di chi in città vive e lavora. C’è una lunga strada da percorrere, ma in fondo si tratta solo di fare in modo che il turismo sia una risorsa e non un problema. Le tante fotografie pubblicate in questi servizi raccontano meglio di troppe parole il turismo di ieri e quello di oggi. Un filo rosso che unisce la memoria della stagione dei pionieri all’attualità delle grandi navi da crociera o degli aerei in arrivo da tutta Europa. Protagonisti del racconto sono fini analisti come Carlo Marcetti e personaggi straordinari come il conte Luigi Donà dalle Rose e lo storico albergatore Nino Sini. Il “vestivamo alla marinara” diventa un piacevole gioco di ricordi. La narrazione sorridente del come eravamo e cosa siamo diventati dopo tanto correre.

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