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Rifiuti

Olbia, avanzano le discariche. Ivana Russu: «La giunta riveda le regole»

Olbia, avanzano le discariche. Ivana Russu: «La giunta riveda le regole»

La capogruppo del Pd: «Problemi nell’appalto, la situazione è degenerata»

05 giugno 2024
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Olbia. Gli ecobox si ritrovano spesso con più rifiuti attorno che all’interno. E poi le strade e le cunette, sempre più invase di buste, cartoni, elettrodomestici e mobili fatti a pezzi. La situazione non è proprio delle migliori e così Ivana Russu, capogruppo del Pd in Consiglio, dice: «Il fatto che ci sia un problema è sotto gli occhi di tutti. Noi lo diciamo da oltre un anno e adesso la situazione è purtroppo degenerata». Per la consigliera il grosso dei problemi deriverebbe dal nuovo appalto dei rifiuti e anche dalle norme più rigide che regolano il conferimento nell’ecocentro. «La città non è pulita, se ne parli in commissione – dice Ivana Russu –. Per quanto ci riguarda, siamo pronti al dialogo e a fare la nostra parte».

Cosa succede. Il caos rifiuti è abbastanza diffuso: riguarda il centro, la periferia e le frazioni, comprese Pittulongu e Porto Rotondo. Da qualche tempo le zone rosse sono le aree che ospitano gli ecobox, trasformate in discariche a cielo aperto da un esercito di incivili. Il sindaco Settimo Nizzi, stufo della situazione, ha annunciato che farà sparire tutti gli ecobox dalla faccia della città. «Purtroppo è una sconfitta di tutti quei cittadini civili che invece utilizzano gli ecobox in maniera corretta – dice Ivana Russu –. Non si capisce perché si sia arrivati fino a questo punto. Con gli ecobox, comunque, è stato anche commesso un errore: non dare la possibilità ai turisti stranieri di conferire i rifiuti negli impianti perché sprovvisti di tessera sanitaria. Detto questo, quando oltre un anno fa segnalammo i primi problemi, il sindaco ci disse che non era vero – prosegue la consigliera del Partito democratico –. Per quanto riguarda le questioni più importanti, come anche la sicurezza e il disagio giovanile, la giunta tende sempre a negare il problema finché non si arriva al culmine, come in questo caso».

Tari e appalto. Ivana Russu si concentra poi sulla questione appalto. «La situazione è fuori controllo e le cause potrebbero essere legate all’applicazione del nuovo appalto e alle nuove regole sull’ingresso degli ingombranti in ecocentro – dice Russu –. Credo che le persone debbano essere messe nelle condizioni di poter conferire regolarmente i rifiuti. E quindi non con tre o quattro pezzi alla volta. Insomma, c’è qualcosa che non va, che non sta funzionando. Da poco l’amministrazione si è anche vantata in consiglio comunale di aver ridotto la Tari, ma sappiamo bene che a questa riduzione corrisponde una diminuzione dei servizi. Alcuni sono infatti diventati a pagamento, come quello relativo agli sfalci. Ripeto, in città il problema esiste ed è evidente. Bisogna ripensare le modalità di raccolta. Noi vogliamo fare la nostra parte con idee e proposte, per questo chiediamo la convocazione della commissione Ambiente. Il nostro supporto non mancherà. Abbiamo apprezzato, invece, lo sforzo fatto per nominare le guardie ambientali».

Svuota cantine. A rendere il tutto più difficile è sicuramente il fenomeno degli “svuota cantine”. «Il Comune dovrebbe fare una campagna di sensibilizzazione – dice Ivana Russu –. Purtroppo molti cittadini, per esempio dopo un trasloco o un lavoro edile, si rivolgono a persone non qualificate per lo smaltimento dei rifiuti. Il problema, però, è che il grosso di quei materiali non finisce in discarica ma lungo le strade o attorno agli ecobox». (d.b.)

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