Omicidio di Buddusò, Marco Pusceddu vittima di una misteriosa aggressione qualche mese fa
L’uomo era stato ferito alla testa mentre si era fermato con l’auto in una piazzola di sosta
Buddusò Marco Pusceddu, il soccorritore 51enne del 118 – originario di Portoscuso – ucciso nella notte di ieri 7 agosto a Buddusò, era rimasto vittima di un misterioso ferimento alla testa qualche mese fa. Un episodio su cui stavano indagando i carabinieri e che aveva raccontato agli amici dopo essere uscito dall’ospedale, dove rimase ricoverato per mesi. L’uomo era stato sottoposto a diversi e delicati interventi chirurgici dopo essere rimasto gravemente ferito. Un fatto che nemmeno lui riuscì a spiegare e di cui non ricordava nulla.
Rientrava da Buddusò, quando si fermò in una piazzola di sosta, disse, per riposare: un colpo alla testa e poi il buio. Pusceddu si risvegliò direttamente in ospedale. Sulla testa una ferita profonda e una cicatrice, ma è mistero su chi o cosa potesse averla provocata. Aveva appuntamento con qualcuno? O qualcuno lo aveva seguito per poi fermarsi nella piazzola e aggredirlo? Solo le indagini, a questo punto, potranno ricostruire meglio gli ultimi mesi di vita dell’uomo che amava profondamente il suo lavoro. Una professione, il soccorritore del 118, cui dedicava anima e cuore e che faceva da quando era ragazzo.
Negli ultimi giorni, raccontano gli amici, era sereno e tranquillo, scherzava come sempre. Nonostante una storia d’amore conclusa con una ragazza cui lui diceva di voler sempre tanto bene. Per anni al 118 di Portoscuso, qualche mese fa la proposta di andare a lavorare a Buddusò che lui accettò con piacere. Fino all’omicidio che, per ora, resta un mistero, così come l’aggressione subita mesi fa.
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