Lara Magoni: «Oltre 60mila cani randagi nell’isola, la Regione intervenga»
L’eurodeputata di Fdl dopo la visita al rifugio di Olbia: «Questa realtà è da prendere come esempio. Ma si devono trovare risorse per le sterilizzazioni».
Olbia «In Sardegna il randagismo assume sempre più i contorni di una vera emergenza. Secondo i dati diffusi da Legambiente, in Italia si contano circa 358mila cani randagi, con una concentrazione maggiore nel Sud e nelle isole. Se si aggiungono i cani padronali non controllati, il numero dei cosiddetti “cani vaganti” sfiorerebbe quota 700mila. Solo nell’isola, la stima parla di oltre 60mila animali, mentre i canili risultano sovraffollati e privi delle risorse necessarie per garantire cure e benessere».
A sollevare con forza il tema è l’eurodeputata di Fratelli d’Italia Lara Magoni, che parla di una situazione “fuori controllo” e chiede un cambio di passo alla Regione. «Da sempre – dice – mi occupo con sensibilità e impegno di cani e randagismo. In Lombardia, durante il mio primo mandato da consigliere regionale, sono stata relatrice di una legge che ha rappresentato una vera battaglia di civiltà per la tutela dei nostri amici a quattro zampe. Proprio grazie ai social ho conosciuto la signora Cosetta Prontu, che ogni giorno riceve decine di segnalazioni da cittadini sardi e turisti stranieri preoccupati per il fenomeno e per la mancanza di campagne di sterilizzazione. È la dimostrazione che il problema è sotto gli occhi di tutti, tranne che della Regione».
Lara Magoni racconta di aver scritto al presidente Alessandra Todde e all’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi, denunciando la gravità della situazione. Ma la risposta ricevuta, spiega, è stata “del tutto inadeguata”. «È inaccettabile che in Sardegna ci siano decine di migliaia di cani randagi e che la Regione continui a limitarsi a interventi ancora troppo blandi. Servono politiche più incisive e strutturate: programmi diffusi di sterilizzazione, sostegno concreto a canili e associazioni, campagne di prevenzione sul territorio».
Durante la visita al rifugio “I Fratelli Minori” di Olbia, l’eurodeputata ha toccato con mano la situazione: «Ho visto circa 600 cani stipati nei recinti che, seppur puliti e curati, restano comunque spazi limitati. Mi sono commossa e voglio ringraziare di cuore Cosetta Prontu e tutti i volontari per il loro magnifico lavoro e per l’amore con cui trattano questi animali».
Cosetta Prontu, guida della Lida di Olbia e vera colonna portante del rifugio “I Fratelli Minori”, da anni è in prima linea contro il randagismo. Insieme al suo staff e a un gruppo di volontari, si occupa senza sosta di centinaia di cani e gatti abbandonati o vittime di maltrattamenti, offrendo loro cure, accoglienza e una possibilità di adozione. E, «anche se siamo un puntino in un oceano di randagismo - aveva detto - potremmo essere un esempio per altri territori. Come Lida, insieme al Comune di Olbia, ci mobilitiamo costantemente per le campagne di sterilizzazione».
Un impegno quotidiano che ha trasformato il rifugio in un presidio fondamentale per l’isola, spesso colmando le gravi carenze di altri territori. Lara Magoni conclude con un appello diretto alla giunta regionale: «È ora che la Regione agisca con serietà. Servono interventi concreti per fermare il randagismo e per sostenere chi, come Cosetta Prontu e i suoi volontari, ogni giorno si prende cura degli animali abbandonati».
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