Olbia Servono buone calcolatrici e anche bilance di precisione per mettere nero su bianco una lista che dovrebbe rappresentare tutti. La scadenza del 9 settembre si avvicina e i telefoni dei sindaci e dei segretari di partito si fanno sempre più roventi. Si tratta a oltranza e l’impresa di far quadrare i conti non è certo delle più semplici. Perché se sulla candidatura di Settimo Nizzi a primo presidente della Provincia Gallura non ci sono stati particolari problemi, la strada che porta alla presentazione di una lista unitaria appare invece tortuosa e piena di buche. I posti del futuro consiglio provinciale sono soltanto dieci e accontentare tutti è praticamente impossibile. Anche perché bisognerà cercare di garantire una adeguata rappresentanza a ogni territorio e soprattutto rispettare l’accordo iniziale che prevede sette posti per il centrodestra e tre per il centrosinistra. A tutto questo si aggiunge la questione delle quote di genere, visto che dovranno essere almeno quattro le donne a prendere posto sui banchi del consiglio provinciale. Insomma, la situazione è complessa e ad andare in difficoltà è soprattutto il centrodestra. Difficile assicurare un posto a ogni partito della coalizione. Nel frattempo qualche problemino si registra anche dalle parti del Partito democratico. Alcuni consiglieri comunali del Pd olbiese, infatti, sarebbero addirittura pronti a non votare la lista unitaria.
Lista unitaria. La storia è nota. Il 29 settembre si terranno le elezioni di secondo livello per nominare sia il presidente che il Consiglio della nuova Provincia. Forte dei numeri del centrodestra in Gallura e del peso demografico della sua città nel sistema del voto ponderato, il primo cittadino di Olbia Settimo Nizzi, forzista della prima ora, è riuscito a far convergere su di sé il consenso di tutti i sindaci della Provincia. Ma a due condizioni: rappresentanza territoriale e tre seggi per il centrosinistra. L’obiettivo, come era stato spiegato in una nota condivisa da tutti, era quello di dare gambe a un percorso unitario per far partire il nuovo ente con il piede giusto. Ma il problema è che la composizione della lista – da presentare entro le 12 di martedì 9 settembre e della quale possono far parte solo sindaci e consiglieri comunali – si è trasformata in una operazione rompicapo. Malumori in particolare nel centrodestra, visto che non tutti i partiti dello schieramento riusciranno a trovare un seggio nel nuovo Consiglio. Alla città di Olbia, in ogni caso, spettano due posti. Si fa il nome della capogruppo di Forza Italia Maria Antonietta Cossu. Circola anche quello del segretario provinciale azzurro (ed ex commissario della zona omogenea Olbia-Tempio) Pietro Carzedda, anche se avrebbe già fatto un passo indietro. Potrebbe quindi far parte della partita Nino Sanciu, segretario cittadino di Forza Italia. Una squadra tutta azzurra, quella olbiese, che farebbe storcere il naso sia alla Lega che ai Riformatori, che vorrebbero invece spingere Alberto Zedde e Monica Fois. Per quanto riguarda il resto del territorio, Tempio, Arzachena e La Maddalena potranno piazzare un consigliere a testa. Il sindaco tempiese Gianni Addis sarebbe pronto a entrare nel nuovo Consiglio. Stesso discorso per il collega arzachenese Roberto Ragnedda. Per La Maddalena, invece, una donna: la vicesindaca Federica Porcu. Si fa anche il nome di Samanta Coppi, assessora di Santa Teresa. Per il resto, bisognerà dare una rappresentanza a tutte le Unioni dei Comuni e lasciare comunque tre posti per il centrosinistra. Francesco Lai, sindaco Pd di Loiri Porto San Paolo, molto attivo nelle vesti di mediatore e da sempre vicino al vicegovernatore Giuseppe Meloni, avrebbe un posto assicurato, anche se potrebbe comunque decidere di lasciare spazio a una donna per il rispetto delle quote di genere. Si vedrà. E a proposito di donne, ci sarebbe la sindaca civica di San Teodoro Rita Deretta, ma al momento è difficile capire in quale quota. Tra gli altri nomi che circolano, ancora per il centrosinistra, quelli del sindaco di Oschiri Roberto Carta, del primo cittadino di Padru Antonello Idini e del consigliere comunale di Bortigiadas Emiliano Deiana, con un passato da sindaco e presidente dell’Anci Sardegna.
Il Pd olbiese. E se a livello provinciale il Partito democratico sta cercando di giocarsi la partita anche se con numeri piuttosto risicati, a Olbia il discorso è decisamente diverso. Non tutti i consiglieri comunali guidati dalla capogruppo Ivana Russu, infatti, sarebbero così felici di votare una lista unitaria capeggiata da Settimo Nizzi. Il malumore c’è. E non solo perché a guidare la squadra è il loro avversario di sempre. Emerge infatti un altro dato: e cioè che il Pd olbiese, all’interno del primo consiglio provinciale, non avrà alcun tipo di rappresentanza, mentre quelli di altri Comuni ben più piccoli sì. Al momento del voto, dunque, i consiglieri dem (magari non tutti) potrebbero astenersi o schiacciare direttamente il tasto rosso. Ragionamenti differenti nella seconda forza della minoranza. Il gruppo Liberi, ormai sempre più distante dal Pd e che più volte negli ultimi mesi ha votato insieme alla maggioranza (Puc compreso), sarebbe invece intenzionato a dire sì alla lista unitaria.