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Cultura

L’università di Olbia tra presente e futuro: tutti i corsi di oggi e di domani

di Dario Budroni
L’università di Olbia tra presente e futuro: tutti i corsi di oggi e di domani

Al Geovillage 232 alloggi per un totale di 400 posti letto

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Olbia Con il libro sottobraccio o una corona di alloro sulla testa. Gli studenti universitari cominciano a fare realmente parte del paesaggio urbano. E una nuova accelerata arriverà quando una parte dei corsi di laurea traslocherà finalmente nel centro storico. Insomma, Olbia diventa sempre più una città universitaria. La carne al fuoco è decisamente tanta: i corsi di studio sono al momento cinque e, nel giro di qualche tempo, ne arriveranno altri ancora. Quest’anno, con le nuove iscrizioni, a Olbia il numero degli universitari dovrebbe aggirarsi attorno a quota 500. E poi una lunga serie di palazzi e strutture da riqualificare per creare nuovi spazi per studenti e professori. Il Polo UniOlbia ha così l’aspetto di un maxi cantiere in continua espansione. Ma sempre con gli occhi puntati sulle caratteristiche economiche della città: messi da parte gli studi umanistici o giuridici, si punta più su turismo, nautica, tecnologia, ambiente, salute e aeronautica. Nel frattempo prosegue il percorso che ha l’obiettivo di dotare la città di un adeguato numero di alloggi per fuorisede.

Corsi di oggi e domani Sono passati 23 anni da quando, in aeroporto, l’ateneo sassarese inaugurò la triennale di Economia e management del turismo. Poi, nello stesso ambito di studi, si aggiunsero man mano due corsi magistrali. Un anno fa, invece, il via delle triennali di Ingegneria navale, attivata dall’Università di Cagliari, e di Infermieristica, che fa invece parte dell’ateneo sassarese. «Ma i corsi sono destinati ad aumentare – sottolinea Aldo Carta, presidente del Consorzio UniOlbia –. Uno degli obiettivi è quello di attivare la laurea magistrale in Ingegneria navale. L’ateneo cagliaritano, in partnership con la Federico II di Napoli, punta inoltre a istituire il corso di Ingegneria aeronautica, con un focus sul settore manutentivo. Ricordiamo che a Olbia si è insediata un’industria molto importante. Si tratta di Atitech, che chiede in maniera molto forte la creazione di una piattaforma formativa legata all’aeronautica. Infine ricordiamo il Dipartimento dell’innovazione istituto dall’università di Sassari. Gli atti sono stati già deliberati dall’ateneo e la Regione ha messo a disposizione circa 4 milioni per la triennale. Il progetto è ambizioso: non sarà un semplice corso di laurea ma un dipartimento con componenti di didattica legate alla governance innovativa del territorio, nell’ottica della transizione sia verde che digitale. Il progetto prevede una triennale e tre magistrali internazionali in lingua inglese. In generale, stiamo cercando di creare una progettualità didattica che sia fortemente corrispondente alla vocazione e allo sviluppo del territorio».

Le sedi I corsi di Economia del turismo sono ospitati dall’aeroporto, ma sono destinati a fare le valigie per trasferirsi nel centro città. Nello specifico nel palazzo di corso Umberto che per anni ha ospitato la Standa e l’Oviesse. I lavori di riqualificazione sono appena iniziati. Gli studenti di Infermieristica hanno trovato posto al Mater Olbia, mentre quelli di Ingegneria navale nell’ex area Sep, accanto ai cantieri del comparto nautico. Il futuro Dipartimento dell’innovazione troverà casa nella Pte, la piattaforma tecnologica europea che il Cipnes sta costruendo in zona industriale. La sede centrale, con gli uffici amministrativi e l’aula magna, è stata creata nel vecchio Expo di via Porto Romano. Nell’edificio sul retro sta invece nascendo la biblioteca, mentre il Comune, nel frattempo, ha acquisito diversi stabili abbandonati. Per esempio l’ex caserma della finanza di corso Umberto, che sarà utilizzata dall’università di Cagliari nell’ambito dei corsi di Ingegneria.

«Sta prendendo forma uno scherma decentrato – spiega Carta –. Insomma, andiamo sempre più verso una università diffusa. I corsi si trovano in luoghi spesso scelti non a caso. Pensiamo a Ingegneria navale: è posizionata sul mare e ha a disposizione anche uno scivolo per imbarcazioni». Gli alloggi La città è da qualche anno in piena emergenza abitativa. Ad andare in difficoltà sono le famiglie e tutti coloro che a Olbia trovano un lavoro ma non una casa. «Per questo ci tengo a parlare di ricettività studentesca – dice Carta –. Abbiamo infatti la fortuna di avere un investitore privato che sta realizzando una residenza universitaria nuova di zecca».

Il riferimento è al gruppo Alma che ha da poco acquisito il Geovillage. Qui, in un terreno, vedranno la luce 232 alloggi per un totale di 400 posti letto. I lavori, con soldi Pnrr e in partnership con UniOlbia, sono appena iniziati e termineranno entro giugno 2026. Lo scorso anno, nei vecchi spazi del Geovillage, Cipnes e Alma erano nel frattempo riusciti a mettere a disposizione circa 50 posti. Quest’anno dovrebbero salire a quota 70. «Questo è un aspetto fondamentale – sottolinea Aldo Carta –. Non potremmo mai parlare di sviluppo universitario senza avere a disposizione gli alloggi per gli studenti. Siamo riusciti a chiudere il cerchio e lo scenario è ottimistico». Una sorta di casa dello studente, secondo i piani del Comune, dovrebbe poi sorgere al posto del vecchio palazzo delle ferrovie di via Vittorio Veneto. Gioco di squadra Lo sviluppo del Polo UniOlbia – governato dal consorzio presieduto da Aldo Carta – si regge su gioco di squadra. In campo soggetti sia pubblici che privati. Per esempio le Università di Sassari e Cagliari, il Comune di Olbia e la Regione. Tra i soci del consorzio olbiese anche Cipnes, Aspo, Amp di Tavolara, Geasar, Istituto Euromediterraneo, Sinergest e Mater Olbia. Previsto anche l’ingresso della nuova Provincia Gallura e si lavora per quello della Port authority.

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