Olbia Insieme alla campanella passano di mano anche le chiavi del portone e il telecomando del cancello. Rino Piccinnu ringrazia e saluta i dipendenti, Settimo Nizzi ne approfitta per conoscerli e per rompere il ghiaccio con qualche battuta in gallurese. Dopo le elezioni di lunedì 29 settembre, l’amministratore straordinario della Provincia Gallura passa definitivamente il testimone al primo presidente eletto. Da ora in poi Settimo Nizzi, allo stesso tempo sindaco di Olbia, potrà indossare anche la fascia blu e proseguire così il percorso di rinascita dell’ente. Il prossimo appuntamento è quello di venerdì 10 ottobre, quando si riunirà il primo consiglio provinciale. Lo stesso giorno potrebbe essere nominata anche la vice di Nizzi. Ancora nessun nome in via ufficiale, ma gli indizi non possono che portare ad Anna Paola Aisoni, vicesindaca di Tempio, città capoluogo insieme a Olbia. «Si passa da me, che ero quasi un intruso perché non eletto, a una persona eletta con il supporto di tutti i Comuni. Ci tengo a ringraziare soprattutto voi – dice Rino Piccinnu rivolgendosi ai dipendenti della Provincia – per il lavoro svolto. Non è stato facile, perché un conto è fondare un ente e un conto è farlo resuscitare dopo tanti anni senza l’esistenza di una guida politica. Non è stato semplice rimettere in moto una macchina semi-ferma da così tanto tempo. Ci siamo riusciti e il merito è in particolare il vostro».
Il presidente. Il forzista Settimo Nizzi – supportato da una lista unitaria benedetta anche dallo stesso dem Piccinnu, mentre alcuni dei consiglieri comunali olbiesi del Pd hanno preferito votare scheda bianca – parte subito con i ringraziamenti. Sono rivolti sia a Rino Piccinnu che a Gian Piero Scanu, commissario liquidatore della vecchia Provincia di Sassari. «L’ho già detto anche pubblicamente che sono contento del lavoro svolto nell’ultimo anno – dice Nizzi –. Ci avete messo nelle condizioni di diventare una Provincia a tutti gli effetti. Io adesso sono qui sulla base di una brutta legge (la Delrio, ndr) che prevede che sia una persona che ricopre già un importante incarico a diventare presidente. Credo che non sia giusto neanche il fatto che i cittadini non possano votare i loro rappresentanti. Ma la legge è questa e a lei dobbiamo attenerci».
Il futuro. Settimo Nizzi sa bene che le Province non sono particolarmente amate dai cittadini. «Invece sono importanti – sottolinea il nuovo presidente –. Veniamo da anni di abbandono totale del territorio e noi tutti, adesso, dobbiamo essere uniti per difendere questo ente. Come sappiamo, sono tre i nostri grandi impegni: strade, scuole e ambiente. Ora abbiamo la possibilità di programmare e di decidere da soli». Infine Settimo Nizzi si rivolge ai pochi dipendenti della Provincia, comunque destinati ad aumentare. «Non siete soli, sappiate che avete un interlocutore – dice il presidente –. A me non piacciono le lunghe chiacchierate. Va bene parlare, ovvio, ma poi bisogna decidere e ottenere i risultati per trasferirli ai cittadini. Sappiate che a me piace lavorare, nei limiti di un essere umano. Qui abbiamo sicuramente tanto lavoro da fare». Una delle prime cose da cambiare? Il palazzo di via Nanni: «Anche il luogo dove una persona lavora deve essere piacevole e dignitoso. Lo meritano i dipendenti e anche il territorio».