La Nuova Sardegna

Olbia

Corte d’assise

Ex cuoco morto dopo il pestaggio: aperto il processo per omicidio volontario

Ex cuoco morto dopo il pestaggio: aperto il processo per omicidio volontario

Olbia, in tre accusati di averlo massacrato di botte e lasciato agonizzante nella sua casa

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Olbia Si è aperto oggi 11 novembre in Corte d’assise, a Sassari, il processo nei confronti di Michael Brundu, 24 anni, di Tempio, Alex Russo, 22 anni, e Giuliano Petta, 54 anni, entrambi di Olbia, accusati di aver massacrato di botte l’ex cuoco argentino, Miguel Angel Paez, di 69 anni, morto dieci mesi dopo il pestaggio a causa delle gravissime lesioni riportate. I tre imputati devono rispondere di omicidio volontario aggravato dall’aver adoperato sevizie e aver agito con crudeltà nei confronti della vittima. Brundu e Petta, difesi rispettivamente dagli avvocati Adriano Catte ed Eleonora Bianco, si trovano in carcere, mentre Russo, difeso dagli avvocati Cristina e Abele Cherchi, è ai domiciliari.  Tutti e tre erano presenti in aula. In apertura di udienza sono state sollevate dai difensori diverse eccezioni, tra queste la nullità del decreto di giudizio immediato da parte degli avvocati Cherchi secondo i quali si sarebbe dovuto procedere col giudizio ordinario. La Corte, presieduta da Massimo Zaniboni, scioglierà la riserva su tutte le eccezioni il  25 novembre. La Corte ha rigettato la richiesta del difensore di Petta che chiedeva un accertamento sulla capacità di intendere e di volere del suo assistito.

Brundu, Russo e Petta  sono accusati di aver provocato la morte di Miguel Angel Paez dopo essere entrati nella sua abitazione e averlo aggredito brutalmente, lasciandolo agonizzante sul letto dove era stato trovato due giorni dopo dai vicini di casa, grondante di sangue e pieno di lesioni al volto, al torace a alle braccia. Era accaduto il 3 febbraio 2024 nella casa in cui abitava, in via Marche, e da allora non si era più ripreso. Era morto il 9 dicembre 2024, all’ospedale Giovanni Paolo II dov’era stato trasportato in condizioni gravissime. Dopo mesi di indagini, in seguito al pestaggio, i carabinieri di Olbia, su ordine del gip, avevano arrestato i tre con l’accusa di rapina e concorso in tentato omicidio. Con la morte dell’uomo, la loro posizione si è aggravata. L’autopsia aveva accertato che la morte dell’ex chef argentino era stata conseguenza delle gravi lesioni subite. Da qui, la nuova accusa di omicidio volontario. Ma non è l’unica da cui si dovranno difendere. Michael Brundu deve rispondere anche di rapina: stando al capo d’imputazione, nei giorni precedenti al pestaggio, il 23 gennaio 2024, in concorso con persone rimaste ignote, avrebbe rubato a Paez 2mila euro minacciandolo e puntandogli addosso una pistola. Qualche giorno dopo, il 27 gennaio, sempre Brundu, insieme a Petta, sarebbero ritornati da Paez portandogli via il portafoglio con le carte Postepay e carte acquisti. Entrambi devono rispondere anche di furto. (t.s.) 

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