Non maltrattò la compagna: assolto un 48enne
Tempio, cadute le accuse nei confronti dell’uomo, anche il pm aveva chiesto l’assoluzione
Tempio Nessun maltrattamento alla compagna, nessun riscontro alle accuse per le quali era finito a giudizio sono emerse nel corso del dibattimento nel tribunale di Tempio. La vicenda giudiziaria che vedeva un uomo di 48 anni, residente in un paese dell’Anglona, imputato per maltrattamenti ai danni della sua convivente, si è conclusa con l’assoluzione con la formula più ampia “perché il fatto non sussiste”. La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto da Caterina Interlandi. L’imputato era difeso dall’avvocata Tina Lunesu, del foro di Sassari, la sua compagna era costituita parte civile con l’avvocata Sabrina Mura, anche lei del foro di Sassari. Secondo le accuse, i presunti maltrattamenti sarebbero durati anni, dal 2014 al 2020. L’uomo era accusato di violenze psicologiche. Di denigrarla, insultarla e umiliarla continuamente, anche davanti alla loro figlia minore.
«Non vali niente... Sei grassa… Prendi una corda e impiccati», sono alcune frasi che avrebbe detto, aggredendola spesso con frasi minacciose, facendole intendere che se fosse andata via da casa con la figlia poteva succederle qualcosa di grave e che l’avrebbe fatta arrestare. Ma nel corso del processo, l’impianto accusatorio non ha trovato riscontri. I testimoni sentiti in aula hanno descritto l’imputato come un uomo normale, non violento. Anche il percorso di supporto alla genitorialità intrapreso quando la minore era stata allontanata per un periodo dall’abitazione, si era concluso positivamente. Tutti elementi che il difensore dell’uomo ha evidenziato nella sua discussione, chiedendo l’assoluzione per il suo assistito. Lo stesso pubblico ministero Sara Martino, al termine della requisitoria, ha chiesto al collegio l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”. Richiesta condivisa dai giudici del collegio. (t.s.)
