La Nuova Sardegna

Olbia

L’iniziativa

Gli studenti fondano un giornale: «Così diamo spazio alle nostre idee libere»

di Paolo Ardovino
Gli studenti fondano un giornale: «Così diamo spazio alle nostre idee libere»

Nel primo numero di “Lettere dal Gramsci” articoli su politica, sessualità e intelligenza artificiale

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Olbia Si dice che i giovani non leggano più i giornali. E invece quelli del liceo Gramsci di Olbia li fondano direttamente. Il nome è riuscitissimo: “Lettere dal Gramsci”. Il primo numero è uscito pochi giorni fa, il secondo è previsto per i primi giorni di marzo. Ed è l’unico giornale in circolazione che programma un aumento della tiratura. «Il primo lo abbiamo stampato in poco più di quaranta copie, una per classe e per la bidelleria e la sala professori, ma per il prossimo vogliamo fare di più», dicono studenti e studentesse che compongono la redazione. Poi c’è la copia digitale che gira tra decine e decine di cellulari, con un webreader sfogliabile accessibile tramite qr code e che fa invidia ai maggiori quotidiani. Chiunque volesse trovarlo, può cercarlo nel profilo instagram del periodico, dedicato proprio alla sua promozione.

Al liceo classico e linguistico un giornale scolastico mancava da più di dieci anni. “Lettere dal Gramsci” ha iniziato col botto. Con articoli sull’attualità – intelligenza artificiale e robot – sulla condizione degli studenti, sulla politica (Ddl Toti), sull’educazione sessuale (partendo dai “Comizi d’amore” di Pasolini). C’è l’intervista a un professore, lo storico Corrado Gambino (tra l’altro socio fondatore dell’Olimpia di basket). E c’è un certo talento nei titoli, quello sull’ultimo film di Sorrentino recita: “L’insostenibile grazia dell’essere”.

La redazione è già raddoppiata, da entrambi gli indirizzi si alzano le mani per far parte del progetto. «Il giornale è autogestito, senza la supervisione dei docenti per essere liberi di esprimerci. Non abbiamo deciso una linea editoriale, l’unico obiettivo è dare agli studenti la possibilità di esprimere le loro opinioni su politica, musica, attualità, ma anche per ospitare i loro contributi artistici», spiega la redazione. Il nucleo fondatore non vuole comparire con i singoli nomi. È un progetto di tutti, perciò parlano tutti a nome della redazione.

Le copie cartacee in una mattina hanno fatto il giro dell’istituto, tutte stampate («con l’aiuto del vicepreside»), con i fogli piegati in due e pinzati. Una rilegatura artigianale per un giornale che poi è uscito dalle mura del liceo grazie alle copie digitali. Distribuite tra alunni, genitori e tanti ex docenti che, saputa la novità, hanno voluto dare un’occhiata. «Un giornale della scuola mancava da tanti anni, forse la proposta finora era stata trascurata, anche dai professori. Questa volta l’abbiamo riproposta e il riscontro è stato positivo, specie dagli studenti».

Nella prima pagina c’è la foto dell’ingresso principale dell’istituto e un ritratto di Antonio Gramsci, che dà il nome al liceo e ispira l’animo critico dei giovani redattori. E un editoriale corale che suona come una dichiarazione d’intenti: «Creare uno spazio libero e creativo che ci permetta sia di tenerci informati sull’attualità, sia di esprimere e condividere le nostre passioni – dicono i giornalisti-liceali, qualche riga dopo precisano simpaticamente –. Riteniamo importante specificare che l’intenzione della redazione non è in alcun modo quella di elevarci a sapienti professori che vogliono spiegarvi come funziona il mondo».

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