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Mini pacchi extra Ue, dazio da 3 euro e stop all’esenzione sotto i 150 euro: cosa chi acquista

Mini pacchi extra Ue, dazio da 3 euro e stop all’esenzione sotto i 150 euro: cosa chi acquista

Via libera definitivo del Consiglio Ue alla riforma doganale: controlli e prelievi uniformi per tutte le merci in ingresso

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Sassari Dal primo luglio entrerà in vigore un dazio forfettario di 3 euro per ciascuna categoria di prodotto contenuta nei pacchi di valore inferiore ai 150 euro spediti direttamente ai consumatori europei. È la misura ponte che anticipa la più ampia riforma doganale approvata in via definitiva dal Consiglio dell’Unione europea, destinata a modificare in modo strutturale la gestione delle micro-spedizioni provenienti da Paesi extra Ue, in particolare dall’Asia.

Il punto centrale della riforma è il superamento dell’attuale esenzione dai dazi per le merci sotto la soglia dei 150 euro. Un meccanismo che negli ultimi anni ha favorito la crescita dell’e-commerce a basso costo, alimentando un flusso sempre più consistente di piccoli pacchi diretti ai consumatori europei.

A regime, con l’attivazione del nuovo data hub doganale europeo prevista per il 2028, tutte le merci in ingresso nel mercato dell’Unione saranno sottoposte a controlli e prelievi omogenei. L’obiettivo è uniformare le procedure e chiudere gli spazi che hanno consentito finora strategie basate sulla frammentazione delle spedizioni per restare sotto la soglia esente.

La decisione europea mette fine anche alle iniziative nazionali che rischiavano di creare sovrapposizioni. Il riferimento è al contributo da 2 euro ipotizzato in Italia sulle micro-spedizioni extra Ue: una misura che, con l’introduzione del nuovo schema comunitario, avrebbe potuto generare un doppio livello normativo complesso da gestire per dogane e operatori logistici. Con l’intervento di Bruxelles, le regole diventano comuni e nessuno Stato membro potrà più trasformarsi in canale privilegiato per aggirare i balzelli, come stava avvenendo con lo spostamento dei flussi verso hub del Nord Europa.

Il provvedimento risponde anche alla crescita di piattaforme come Shein, Temu e AliExpress, che hanno fondato il proprio modello su milioni di spedizioni dirette e di valore molto basso, sfruttando l’esenzione doganale. Secondo Bruxelles, questo sistema ha determinato una concorrenza squilibrata nei confronti dei rivenditori europei, soggetti a Iva, dazi e obblighi più stringenti, oltre a mettere sotto pressione le strutture doganali per l’enorme volume di pacchi da gestire.

Nel breve periodo l’impatto per chi acquista online sarà contenuto ma visibile: i 3 euro per pacco, finora non previsti, potranno essere ribaltati sui prezzi finali o in parte assorbiti dalle piattaforme per mantenere la competitività.

Nel medio periodo, tuttavia, la riforma punta a un cambiamento più profondo del commercio elettronico europeo. L’ipotesi è che i grandi operatori extra Ue siano spinti a organizzare magazzini e hub logistici all’interno dell’Unione, con merci già sdoganate, seguendo un modello più simile a quello adottato da Amazon. Si passerebbe così da un sistema frammentato, basato su milioni di spedizioni individuali, a una logistica più strutturata e controllabile.

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