Maltempo in Sardegna, gli esperti: «Non pioveva così tanto da 65 anni»
I meteorologi di Arpa Sardegna Trudu e Vargiu sull’impatto del ciclone Harry. La tragedia in Ogliastra: «Nel giro di due ore il vento è arrivato a 135 chilometri»
Sassari C’è notizia cattiva e una cattivissima. La prima ha del clamoroso: almeno dal 1961 a questa parte, quello di quest’anno è stato il gennaio più piovoso. Sull’isola è caduto un quantitativo di pioggia enorme: tre volte più della media regionale che si registra a inizio anno.
Messo il ciclone Harry alle spalle, ora viene il peggio: i temporali e il vento fortissimo («con picchi fino a 150 chilometri orari») di ieri sono destinati a ripetersi: oggi, domani e sabato, anche in maniera più prolungata e intensa. Lo spiraglio di bel tempo si vedrà all’inizio della prossima settimana. A rivelare il confronto storico e le previsioni di questi giorni sono due meteorologi di Arpa Sardegna, Pier Luigi Trudu e Antioco Vargiu.
Partiamo dalla stretta attualità, cosa sta succedendo in queste ore?
Vargiu: «Ci troviamo coinvolti in una configurazione nella quale abbiamo minime profonde nel nord Atlantico e un anticiclone delle Azzorre abbastanza debole: una situazione dove sono favorite le perturbazioni dal nord Atlantico che si rinforzano quando arrivano nel Mar Mediterraneo. È quello che è accaduto martedì notte e ieri mattina».
Può analizzarmi i fenomeni di maltempo delle ultime 24 ore?
Vargiu: «È stata una perturbazione molto veloce e intensa con temporali sparsi e un rinforzo dei venti. Dalla nostra rete abbiamo visto valori decisamente elevati, venti sui crinali dei principali rilievi fino al grado di tempesta e oltre. Parliamo di venti a quota 100 chilometri orari, con raffiche a 150 chilometri orari. Questo anche sulle coste».
La tragedia del peschereccio ad Arbatax sembra infatti legata all’incredibile burrasca che si è abbattuta sulla costa orientale.
Vargiu: «Sì, nella sezione dati di Tortolì c’è stato un aumento improvviso e violento dell’intensità del vento, con raffiche di 135 chilometri orari e mareggiate: e tutto nel giro di due ore».
La sua previsione per oggi?
Vargiu: «Avremo anche oggi una fenomenologia simile, una nuova perturbazione che attraversa veloce il Mediterraneo con onda depressionaria associata».
Cosa porterà?
Vargiu: «Temporali e venti forti in mattinata. A metà giornata avremo il picco della pioggia, con fenomeni di burrasca e tempesta. Ci porteremo questa situazione fino a domani. Purtroppo sabato peggiorerà, con una dinamica più lenta».
Quando potremo tirare un sospiro di sollievo?
Trudu: «Tra domenica e lunedì, il martedì grasso è salvo (ride, ndr)».
Veniamo da un inizio anno di maltempo anomalo?
Trudu: «A gennaio abbiamo registrato perturbazioni frequenti. Abbiamo concluso un’analisi dai dati pluviometrici dal 1961 a oggi e questo è stato il gennaio più piovoso in assoluto. Con medie sopra i 200 millimetri di pioggia, mentre la media climatologia è sui 70 millimetri. È piovuto tre volte di più rispetto a quanto accade solitamente».
Le zone più colpite?
Trudu: «I valori massimi si registrano in Ogliastra, dove si è arrivati a 500 millimetri di acqua. Un picco locale è nel Comune di Gairo, lì dove è piovuto cinque volte in più della media di gennaio».
Quanto ha inciso il ciclone Harry?
Trudu: «Tanto. Abbiamo pubblicato una relazione post evento sul sito di Arpas, nella sezione “Idrologia e idrometria”. Una spiegazione preliminare che ci siamo dati è la permanenza della condizione di blocco dell’anticiclone in nord Europa che ha permesso lo stazionamento per giorni della situazione ciclonica che abbiamo avuto nell’Europa meridionale».
Febbraio seguirà il trend?
Trudu: «Sì, non sarà di certo un mese secco. Se cambierà qualcosa, sarà nella parte occidentale».
