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Olbia, il piano antialluvione ostacolato da un regio decreto di 122 anni fa


	La demolizione del ponte di via Galvani nel 2024
La demolizione del ponte di via Galvani nel 2024

Stabilisce l’inedificabilità assoluta lungo i canali: in consiglio comunale la proposta di deroga

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Olbia Il piano antialluvione deve aggirare un ostacolo che porta la firma di Vittorio Emanuele III. Si tratta del regio decreto numero 523 del 25 luglio 1904. Roba vecchia, ma comunque importante e ancora oggi considerato uno dei pilastri della gestione delle acque pubbliche. Nello specifico, il decreto stabilisce un vincolo di inedificabilità assoluta entro una distanza minima di dieci metri dai corsi d’acqua demaniali. Il piano di mitigazione del rischio idrogeologico “Olbia e le sue acque”, però, prevede la realizzazione di opere di vario tipo proprio a ridosso dei fiumi, come passerelle, marciapiedi, fognature e piste ciclabili. E considerato che i canali di Olbia saranno in buona parte allargati, anche numerose abitazioni esistenti, di conseguenza, si ritroverebbero troppo vicine all’acqua. Così si rende necessaria una deroga, un regolamento locale che disciplini in maniera diversa la questione delle distanze. Il via libera può arrivare soltanto dal consiglio comunale e l’aula di via Garibaldi sarà dunque chiamata a esprimersi nel corso della seduta convocata dal presidente Marzio Altana per mercoledì 18 febbraio alle 15.30.

Il problema del regio decreto del 1904 è stato fatto notare ed è stato evidenziato dal Genio civile nel corso della procedura di Via in Regione, dove il piano antialluvione di Olbia è da mesi sotto esame in attesa del via libera definitivo da parte degli uffici tecnici. Nella delibera che sarà portata in aula mercoledì, dunque, si legge che la giunta, su proposta del sindaco Settimo Nizzi, intende «stabilire che la fascia di rispetto inedificabile per gli edifici esistenti, anche privati, regolarmente concessionati, che a causa dell’allargamento dei canali a seguito dei lavori risulterebbero non più conformi» al decreto del 1904, «è fissata in quattro metri». La giunta comunale, inoltre, intende confermare l’inedificabilità nella fascia dei dieci metri, a parte alcuni interventi: reti fognarie, idriche, elettriche, telefoniche e del gas, ma anche strade di servizio e strade ciclopedonali. Piano antialluvione a parte, mercoledì pomeriggio saranno discussi molti altri punti. Riguardano in particolare l’urbanistica con interventi, varianti e progetti vari, più l’approvazione dei regolamenti relativi all’area di sosta per camper e al garante dei diritti delle persone con disabilità. (d.b.)

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