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Pendolari al freddo e nel traffico: il capolinea Arst di Olbia torna sotto accusa

di Dario Budroni
Pendolari al freddo e nel traffico: il capolinea Arst di Olbia torna sotto accusa

La Filt Cgil sulla fermata di via Vittorio Veneto: «Meglio nella nuova stazione dei treni»

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Olbia Salgono, scendono e rischiano di finire travolti dalle auto. D’estate si beccano una insolazione, d’inverno freddo, vento e acquazzoni. È la dura vita dei pendolari che arrivano o partono da Olbia. A finire nel mirino delle proteste è ancora una volta il capolinea dei pullman dell’Arst: si trova in via Vittorio Veneto, a bordo strada e a pochi metri da uno degli incroci più trafficati della città. Nessuno spazio, nessun servizio. Il progetto di spostare il capolinea nella vicina stazione ferroviaria di Olbia Terranova esiste da anni, ma la situazione non è mai cambiata di una virgola. Così a intervenire è nuovamente Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt Cgil: «Il capolinea dei bus extraurbani è pericoloso. I passeggeri non possono contare su alcun servizio. Stiamo parlando di pendolari e studenti che, soprattutto nelle ore di punta, rischiano di essere investiti».

Fermata pericolosa

Quello del capolinea di via Vittorio Veneto – che tra l’altro si trova in uno dei luoghi meno sicuri della città anche dal punto di vista dell’ordine pubblico – è un tema ricorrente. Per una soluzione si attendeva l’inaugurazione della nuova stazione ferroviaria Olbia Terranova, dove sarebbe dovuto nascere anche un centro intermodale. Dopo il taglio del nastro nel dicembre del 2021, però, nulla è cambiato. Per motivi mai chiariti, il capolinea dell’Arst è quindi rimasto al suo posto, in mezzo al traffico di via Vittorio Veneto. «Sono passati anni da quando è stata inaugurata in pompa magna la nuova stazione – commenta Arnaldo Boeddu –. Ma fino a oggi, nonostante le numerose richieste della Filt Cgil, non è stato ancora compiuto un solo passo in avanti per garantire un minimo di intermodalità. Eppure davanti alla stazione di Olbia Terranova ci sarebbero tutti gli spazi per offrire ai fruitori dei mezzi pubblici servizi, comfort e soprattutto sicurezza». Tra i favorevoli al trasloco, come spiegato in passato dal sindaco Nizzi, c’è sicuramente il Comune. Ma evidentemente manca qualche tassello dalle parti di Arst e ferrovie. «Pare che continui a insistere un problema tra chi detiene la proprietà di parte di quell’area – spiega Arnaldo Boeddu –. Ma la città di Olbia non può permettersi, per un tempo indefinito, una accoglienza dei pendolari come quella di via Vittorio Veneto. È indispensabile realizzare al più presto quella intermodalità tra vettori che possa garantire spostamenti su mezzi pubblici diversi, come bus Aspo, pullman Arst, taxi e mobilità agile, in stretto collegamento con le Ferrovie dello Stato. Per questo ripropongo una conferenza di servizi in cui tutte le parti coinvolte possano dare un contributo per trovare in tempi brevi una soluzione attesa da anni. Attraverso il centro intermodale si potrà anche dare maggior lustro a una stazione che, adesso, è di fatto derubricata a semplice fermata».

Movimenti attorno

Sicurezza a parte, il trasloco darebbe il suo importante contributo ai vari progetti messi in campo con l’obiettivo di migliorare il quartiere di San Simplicio e l’area della vecchia stazione dei treni, lontana poche centinaia di metri. Sul fronte delle ferrovie, infatti, Rfi sta riqualificando la linea tra Olbia e Golfo Aranci e soprattutto la stazione di fronte alla basilica di San Simplicio, tra ristrutturazione dei locali, creazione di pensiline, realizzazione di un sottopasso pedonale e riqualificazione di alcune aree attraverso la creazione di nuove aree verdi. Sul fronte del quartiere, invece, spicca il piano Pinqua del Comune, progettato con l’obiettivo di cancellare il degrado da una delle zone più difficili della città. Tra gli interventi principali ci sono la ristrutturazione di vecchi ruderi da destinare poi all’edilizia sociale, la nascita di piccoli giardini urbani e soprattutto la trasformazione (i lavori sono in corso) del vecchio palazzo delle ferrovie nella casa dello studente di UniOlbia.

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