La Nuova Sardegna

Olbia

Tribunale

Cavalli morti di caldo a bordo della Moby: reato prescritto per due imputati


	Uno dei cavalli morti sulla nave 
Uno dei cavalli morti sulla nave 

Il processo prosegue per altri due accusati di falso, il caso era scoppiato nell’estate 2020

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Olbia Il caso era scoppiato in piena estate, il 13 luglio del 2020. Quattro dei nove cavalli della scuderia Clodia imbarcati sulla Moby Aki – Bandidu De Zamaglia, Bomodel Da Clodia, Bometeor e Botrus – partiti da Civitavecchia e diretti all’ippodromo di Chilivani per partecipare alle gare internazionali, erano stati trovati morti dalla squadra che li accompagnava, poco dopo lo sbarco al porto di Olbia. Colpo di calore, la causa della morte, come accertato dall’autopsia. Stroncati dall’eccessivo caldo all’interno del garage della nave. Secondo le accuse della Procura di Tempio, a bordo della Moby Aki non sarebbero state attivate le procedure imposte alla compagnia sul trasporto degli animali. I cavalli avrebbero, quindi, viaggiato in condizioni critiche, senza un’adeguata areazione.  Ciò avrebbe causato la morte per “ipertermia corporea prolungata”. Il gup del tribunale di Tempio aveva rinviato  a giudizio il comandante della nave Moby Aki, Antonio Scotto Di Cicariello (Napoli), il primo ufficiale di coperta Francesco Lo Nostro (Messina), l’allievo ufficiale di coperta Ernesto Prudente (Ponza) e l’autista incaricato del trasporto degli animali con funzioni anche di guardiano, Maurizio Conti (Roma).

Il dibattimento si è aperto oggi 2 marzo. Ma per due di loro, il comandante della nave e l’autista, accusati di abbandono di animale, la giudice Maria Elena Lai, ha dichiarato la prescrizione del reato. Scotto Di Cicariello, difeso dagli avvocati Giovanni Cimmino e Francesco Longhini, del foro di Napoli, e Maurizio Conti, assistito dall’avvocato Maurizio Mani, dunque, escono dal processo. Che, invece proseguirà per gli altri due imputati, Francesco Lo Nostro ed Ernesto Prudente. Sono accusati, in concorso tra loro, di falso per aver dichiarato al comandante (che lo aveva attestato sul giornale nautico), di aver constatato all’arrivo in porto che gli animali erano vivi e in buona salute. Prossima udienza il 12 ottobre. La compagnia di navigazione è stata citata in giudizio come responsabile civile. La scuderia Clodia, l’allenatore dei cavalli e uno dei proprietari, sono costituiti parte civile con l’avvocata Nazarena Tilocca, l’associazione onlus “Horse angels”, con l’avvocata Giulia Cossu. (t.s.)

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