La Nuova Sardegna

Olbia

Il caso

La scultura è pericolosa: sarà rimossa e restaurata

La scultura è pericolosa: sarà rimossa e restaurata

Cannigione, l’opera nel parco Riva Azzurra fu realizzata nel 1992 da un artista genovese

2 MINUTI DI LETTURA





Cannigione È uno dei simboli del borgo, ma ormai porta con sé tutti i segni lasciati dal tempo: così ha bisogno di essere smontata, portata via e infine restaurata. Lo ha deciso la giunta Ragnedda attraverso una recente delibera. La scultura “Il Coro” dell’artista genovese Maurizio Nazzaretto, che si trova al centro del parco Riva Azzurra di Cannigione, è fatta di acciaio e resina ma, come si legge nel testo della delibera, «a distanza di 30 anni dalla sua collocazione alcune parti risultano ammalorate e, trattandosi di materiali ferrosi, gli stessi sono particolarmente pericolosi e potenzialmente taglienti per i frequentatori dell’area». Non proprio il massimo, considerato che il parco è particolarmente frequentato soprattutto in primavera e d’estate e che, a pochi metri di distanza, si trova anche un’area gioco per bambini.  Il Comune ha così deciso di provvedere alla messa in sicurezza del sito «mediante la rimozione dell’opera e la sua collocazione in altro luogo dove possano essere valutati e attuati gli eventuali interventi di riqualificazione». Nel frattempo si andrà alla ricerca di una copertura finanziaria per realizzare i lavori di restauro.

La scultura “Il Coro” fu realizzata nel 1992 da Maurizio Nazzaretto nell’ambito delle celebrazioni legate alle “Colombiadi”, cioè l’esposizione internazionale specializzata “Cristoforo Colombo - La nave e il mare” che si tenne a Genova in occasione del 500esimo anniversario della scoperta dell' America. L’opera di Nazzaretto fu poi donata qualche anno più tardi all’amministrazione comunale di Arzachena per essere collocata nel parco Riva Azzurra, sul lungomare di Cannigione, con l’obiettivo di celebrare il rapporto tra l’uomo e il mare.

Primo Piano
Il Medio Oriente in guerra

«Sentiamo i boati, non so quando potremo tornare a casa» – la testimonianza di un sardo a Dubai

Le nostre iniziative