Bimbo morto nel rogo del camper: il padre a processo
La tragedia era avvenuta nell’estate 2023 alle spalle della spiaggia di Bados
Olbia Daniel Romulus Imbuzan, ritenuto responsabile dalla Procura di Tempio della morte del figlio di 11 anni, Samuel, rimasto ucciso nel rogo che aveva avvolto il camper all’interno del quale riposava, alle spalle della spiaggia di Bados, è stato rinviato a giudizio. La giudice del tribunale di Tempio, Federica Distefano, ha accolto la richiesta della pm Sara Martino che ha sollecitato il processo. Il dibattimento si aprirà il19 giugno davanti alla giudice Maria Elena Lai. «Dimostreremo nel contradditorio che Daniel Romulus Imbuzan non doveva essere imputato ma parte offesa nel processo, e che i responsabili della morte del bambino abbiano nome e cognome ben precisi», commenta l’avvocato Antonello Desini che assiste l’uomo. La tragedia era avvenuta il 31 agosto del 2023. Imbuzan, 54 anni, nato in Romania e residente con la famiglia a Rimini, è accusato di omicidio colposo per aver provocato la morte del figlio e lesioni alla moglie Tatiana Lisi, anche lei rimasta ustionata, e di incendio boschivo.
La Procura gli contesta di aver acceso il fuoco del piano cottura dove stava preparando il pranzo, nonostante fosse una giornata ventosa con divieto di accensione di fuochi per l’elevato pericolo di incendio boschivo, di non aver controllato il buon funzionamento dell’apparecchio utilizzato, e di essersi accampato in un’area vietata per i camper. La violenta fiammata che aveva raggiunto il mezzo provocando la morte del piccolo Samuel, era partita da un tubo che si era staccato dalla bombola a gas. Il fuoco aveva incenerito anche altri due camper, una roulotte e un carrello rimorchio per imbarcazioni, e tutta l’area circostante. Daniel Romulus Imbuzan ha sempre sostenuto che il fornello dal quale si era propagata la fiammata non era stato piazzato e acceso da lui, ma da un altro camperista, che era anche il proprietario del fornello. Lo stesso camperista e la sua famiglia, all’indomani della tragedia, avevano lasciato frettolosamente l’Italia facendo perdere le proprie tracce. Un anno fa, a quasi due anni dalla tragedia, l’uomo aveva appreso con sorpresa di essere stato indagato dalla Procura di Tempio che l’ha ritenuto l’unico responsabile della morte del figlio. E che ora sarà processato.
Quel terribile giorno, il fuoco era divampato intorno alle 13.30. Il tubo si era staccato improvvisamente dalla bombola a gas ed era partita una fiammata imponente che aveva avvolto il camper raggiungendo, poi, gli altri mezzi. Il piccolo Samuel che in quel momento riposava nel suo letto in attesa del pranzo, era morto carbonizzato. Daniel Imbuzan, era rimasto ustionato nel 40 per cento del corpo: si era precipitato all’interno del camper buttandosi addosso al figlio nel disperato tentativo di salvarlo dalle fiamme, tra le urla disperate della madre Tatiana Lisi che era riuscita a uscire quasi indenne dall’abitacolo aggredito dal rogo. La famiglia italo romena era arrivata in città insieme ad altre due famiglie tre giorni prima della tragedia. Camper e roulotte si erano sistemati in uno spiazzo alle spalle della spiaggia di Bados. La stessa dove, poco prima della tragedia, il piccolo Samuel giocava felice con altri bambini. (t.s.)
