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Olbia

L’amministrazione

Emergenza casa a Olbia, il Comune affitta 11 appartamenti a prezzo calmierato: ecco dove

di Marco Bittau
Emergenza casa a Olbia, il Comune affitta 11 appartamenti a prezzo calmierato: ecco dove

Gli alloggi assegnati a canone sociale: la proposta in consiglio comunale

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Olbia L’emergenza casa incalza e toglie il respiro alla città, ma il Comune finalmente batte un colpo. Infatti, l’amministrazione si appresta a immettere sul mercato immobiliare calmierato (merce più che rara a Olbia) undici appartamenti di sua proprietà da affittare a prezzi da edilizia sociale con possibilità di riscatto. Giovedì 19 marzo in consiglio comunale all’ordine del giorno dei lavori passerà in votazione un atto propedeutico all’operazione immobiliare, cioè “l’individuazione dei beni immobili di proprietà comunale da trasferire al patrimonio disponibile dell’ente”. Tra quei beni ci sono anche 11 appartamenti già di proprietà comunale al civico 43 di via Andrea Pozzo, traversa nella parte alta di viale Aldo Moro. Una grande palazzina rosa divisa tra alloggi comunali (bilocali e un trilocale, tutti disabitati) e appartamenti di proprietà privata, tutti o quasi occupati.

Nel giro di qualche tempo, compiuti gli adempimenti necessari, gli alloggi comunali saranno immessi sul mercato immobiliare e assegnati presumibilmente secondo una graduatoria. Gli assegnatari pagheranno un canone di locazione e sarà prevista l’opzione del riscatto nella forma di un vero e proprio “patto di vendita”. La proposta di delibera, inserita nell’ordine del giorno dei lavori dal presidente del consiglio comunale Marzio Altana, è stata presentata dall’assessore di riferimento, Bastianino Monni, titolare dell’Urbanistica. Si potrà anche obiettare che per una città affamata e assetata di prime case undici appartamenti sono una goccia nell’oceano, però è sempre meglio di niente.

In ogni caso, il mercato calmierato a Olbia era fermo, stagnante, addirittura inesistente. Affitti o compravendite, a disposizione solo case al prezzo di un attico a Manhattan. Invece, è viale Aldo Moro a Olbia. Insomma, il valore dell’operazione immobiliare del Comune è tutto nella scossa a un mercato fermo, paralizzato dalla spietata legge della domanda e dell’offerta ma anche impietrito dalla paura di affittare perché chissà chi mi metto in casa... C’è da aggiungere che l’operazione immobiliare del Comune di Olbia non è nata ieri. Gli 11 appartamenti di via Andrea Pozzo erano stati acquistati nel 2017 proprio per essere destinati all’edilizia sociale. L’acquisto – curato dal settore Pianificazione e gestione del territorio – era stato fatto cogliendo l’opportunità offerta dai fondi della legge finanziaria regionale numero 5 del 2015. Perfezionato l’acquisto, nel mese di ottobre dell’anno scorso la giunta comunale presieduta dal sindaco Settimo Nizzi aveva deciso di procedere alla gestione diretta, fermo restando il vincolo dell’edilizia residenziale pubblica. In altre parole, gli 11 appartamenti di via Andrea Pozzo “potranno essere destinati solo alla locazione permanente a canone sociale o moderato, oppure alla locazione con possibilità di successiva vendita a prezzi calmierati, con vincolo di riutilizzo dei proventi derivanti dalla vendita nello stesso settore dell’edilizia residenziale pubblica”.

Con la stessa delibera di giunta era stato anche affidato al dirigente del settore Servizi alla persona l’incarico di predisporre un apposito bando per l’assegnazione degli alloggi a canone moderato con patto di futura vendita. Insomma, una serie di passaggi amministrativi necessari per far decollare il progetto immobiliare. È una lunga strada da percorrere nei meandri della burocrazia, ma quello di giovedì in consiglio comunale potrebbe essere l’allungo decisivo. La conclusione è che il Comune può svolgere un ruolo importante di fronte all’emergenza casa, magari attraverso politiche abitative (l’edilizia sociale, ad esempio) capaci di evitare che succeda ancora di vedere decine o centinaia di famiglie in lista d’attesa per assistere al miracolo della prima casa. Qualcosa avrà pure insegnato il caso dei 70 aspiranti acquirenti in corsa per un micro bilocale di 36 metri quadrati in vendita a Tannaule appena due settimane fa.

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