Tempio è uno dei “Borghi più belli d’Italia” ma la comunità si sente offesa
C’è chi sostiene che si tratti di una perdita di rango della città. Sul caso interviene l’assessore Franco Cuccureddu
Tempio La notizia che anche Tempio è rientrato nell’elenco dei Comuni dell’isola beneficiari di un fondo di 2,5 milioni di euro per la riqualificazione del suo centro storico non è stata accolta positivamente da tutti i cittadini. Sono due le ragioni che stanno alimentando l’ennesima polemica: il fatto che si tratti di un finanziamento assegnato con lo stesso ammontare ad altri 14 Comuni sardi – prova del fatto che Tempio non ne sarebbe l’esclusivo destinatario – e la continua sottolineatura che non ci sarebbe alcun motivo, per una città come Tempio, di ritenersi fiera del titolo di borgo, anche se questo titolo riguarderebbe i borghi più belli d’Italia, nella cui rete il Comune gallurese è finito da tre anni.
Di questo si parlerà non poco nel corso delle dieci settimane che precedono le amministrative di giugno, essendo chiaro che per l’amministrazione in carica è un merito l’aver ottenuto per il centro storico di Tempio il titolo di “Borgo più bello d’Italia” (sia pure insieme ad altri 8 centri dell’isola, e 350 o poco più del resto d’Italia), mentre altri vedono in questa operazione una “deminutio capitis”, vale a dire una perdita di prestigio e di rango della città e della sua storia. Nel merito della questione interviene anche Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo della giunta Todde e dirigente dell’associazione Borghi più belli d’Italia. In realtà, l’ex sindaco di Castelsardo ribadisce quanto ha più volte sostenuto, trattandosi, a suo avviso, di interpretazioni errate. «L’espressione “piccoli borghi” è un ossimoro. “Burg” vuol dire castello. Si tratta perciò di centri storici fortificati, solitamente di medie dimensioni, non di piccoli villaggi. In questi centri, spesso sedi vescovili, roccaforti militari importanti, sedi di commercio, è nata e si è affermata la classe produttiva, la borghesia appunto. Quindi, i borghi non possono essere piccoli, ma di solito hanno il titolo di città da sempre, come Castelsardo, Bosa, Carloforte, Tempio, La Maddalena». Parole che aiutano solo in parte a chiarire l’equivoco, che, c’è da scommetterci sopra, sarà uno dei tormentoni della campagna elettorale in corso. O, per dirla proprio tutta, si candida a essere uno degli argomenti più dibattuti e appassionanti.
