Bufera in Gallura: indagate 20 persone per peculato, tra loro anche un ex sindaco – Che cosa sappiamo
Ammanco di 5 milioni dalle casse comunali di Budoni, perquisizioni della Guardia di finanza
Budoni Un’inchiesta della Procura di Nuoro da mesi scuote il Comune di Budoni. Al momento sarebbero almeno venti gli indagati tra dipendenti dell’amministrazione comunale di piazza Giubileo e imprenditori titolari di società con sede legale in Sardegna oppure nella penisola. In questi giorni da parte degli investigatori c’è stata una brusca accelerata e, notizia dell’ultima ora, nell’elenco delle persone sotto inchiesta spuntano amministratori comunali non più in carica come l’ex sindaco Giuseppe Porcheddu. Nome eccellente, l'ex primo cittadino sarebbe stato iscritto ufficialmente nel registro degli indagati da quando, venerdì scorso, gli uomini della guardia di finanza di Nuoro, al comando del maggiore Dario Gattiglio, hanno effettuato una perquisizione nella sua abitazione in una frazione di Budoni, dove l’imprenditore abita con la propria famiglia.
Il fascicolo aperto della Procura di Nuoro contesta agli indagati a vario titolo, una serie di reati che vanno dal peculato, alla corruzione e alla truffa. In particolare, l’ipotesi di reato nei confronti dell’ex sindaco Giuseppe Porcheddu – che ha amministrato il Comune di Budoni dal 2013 al 2023 e che ora ha passato il testimone all’allora vice sindaco, Antonio Addis – sarebbe quella concorso in peculato, ovvero distratto somme di denaro dalle casse ente per pagare incentivi non spettanti ad alcuni dipendenti comunali. Una serie di irregolarità circoscritte al periodo 2016-2024 che, secondo l’accusa, avrebbero portato a un ammanco di 5 milioni nelle casse comunali. Esattamente l’importo per il quale l’amministrazione comunale di Budoni un anno fa aveva dichiarato ufficialmente un disavanzo di bilancio prevedendo non senza polemiche un piano di rientro da lacrime e sangue per i cittadini, con taglio di servizi e accesso a un apposito fondo regionale per far fronte alle emergenze.
L’opposizione in consiglio comunale si era anche offerta, pur di alleggerire il peso dello squilibrio finanziario, a rinunciare all’indennità di carica, cioè l'ammontare dei gettoni di presenza, maturati per l’annualità 2024. Parallelamente all’azione di risanamento finanziario condotta dalla maggioranza guidata dal sindaco Addis, l’inchiesta della Procura di Nuoro è proseguita sottotraccia durante tutti questi mesi, sino alla brusca accelerata di questi giorni con i militari della guardia di finanza alla ricerca di ulteriori riferimenti per rafforzare la tesi accusatoria.
Dal palazzo trapela che l’attività investigativa di tipo tradizionale ora è supportata da intercettazioni, accertamenti bancari e perquisizioni. Tutto per cercare di approfondire scenari e attività di due uffici in particolari, centrali e strategici per qualsiasi amministrazione comunale: l’ufficio tecnico e quello finanziario. A ottobre le fiamme gialle avevano perquisito le abitazione di alcuni indagati a Budoni e in un paese vicino, ora non è passata inosservata la visita con la conseguente perquisizione nella casa dell’ex sindaco e l’acquisizione dei dati contenuti nei pc e nei telefoni.
Nello scorso autunno i finanzieri durante le perquisizioni in Comune e nelle abitazioni di gran parte degli indagati avevano acquisito la copia forense dei pc e dei telefoni. Materiale fondamentale insieme ad altri documenti che si stanno vagliando con cura incrociandolo con altri riscontri investigativi. Secondo gli inquirenti dagli uffici tecnici comunali sarebbero state pagate fatture e mandati per opere e prestazioni mai compiute o realizzate solo in parte. Insomma, uno scossone per il paese e per l’amministrazione comunale, che da mesi, nell’imbarazzo generale, “coabita” nel palazzo civico con la guarda di finanza a caccia di documenti preziosi per chiudere l’inchiesta.
