Evasione, Pos e registratori di cassa collegati: emersi 5,3 miliardi in più in due mesi
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha illustrato alla Camera i primi effetti dell’obbligo di abbinamento telematico entrato a regime da marzo
Roma L’obbligo di collegamento telematico tra pos e registratori di cassa produce i primi effetti sui dati fiscali. Al 15 maggio, secondo quanto riferito dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, sono stati registrati 115 milioni di scontrini in più, con un incremento della base imponibile pari a 5,3 miliardi di euro.
Il dato è stato illustrato durante l’evento organizzato alla Camera per i 50 anni di Sogei. La novità, entrata a regime da marzo, prevede l’abbinamento tra i pagamenti elettronici e i registratori di cassa, in un sistema che punta a rendere più tracciabili i corrispettivi e a ridurre le aree di evasione.
Per Carbone, i numeri dimostrano che le innovazioni normative, quando sono accompagnate da competenze tecniche, confronto e strumenti tecnologici adeguati, possono produrre risultati concreti. L’aumento della base imponibile, ha spiegato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, rafforza il rapporto di fiducia tra Stato e cittadini e tutela i contribuenti che rispettano le regole.
Alla base del nuovo sistema c’è il percorso avviato negli anni scorsi con il superamento degli scontrini e delle ricevute fiscali tradizionali, sostituiti dai corrispettivi elettronici. Senza quel passaggio, ha sottolineato Carbone, non sarebbe stato possibile arrivare all’attuale livello di integrazione dei dati.
Anche la sottosegretaria all’Economia Sandra Savino ha indicato nella digitalizzazione uno degli assi centrali della riforma fiscale, perché consente di rendere l’amministrazione più efficiente, moderna e vicina a cittadini e imprese.
Carbone ha però escluso che l’uso della tecnologia significhi affidare i controlli a sistemi automatici senza intervento umano. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha precisato che non ci sarà mai un accertamento elaborato soltanto da un algoritmo. Gli strumenti digitali servono a collegare e leggere meglio le informazioni disponibili, ma l’analisi resta affidata ai funzionari.
Il messaggio dell’Agenzia è quindi quello di un fisco che punta a prevenire le irregolarità più che a intervenire solo dopo, lasciando la sanzione come ultima soluzione. Una linea che, nelle parole di Carbone, vuole superare la vecchia rappresentazione del rapporto tra amministrazione e contribuenti come una contrapposizione tra “guardie e ladri”.
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