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Tempio, l’ex sindaco Romeo Frediani ci riprova: «Io l’unico di sinistra. La candidatura? Sorpresa anche per me»

di Giuseppe Pulina
Tempio, l’ex sindaco Romeo Frediani ci riprova: «Io l’unico di sinistra. La candidatura? Sorpresa anche per me»

Parla il candidato della “Coalizione centro sinistra” alle elezioni comunali di giugno

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Tempio Quando gli hanno chiesto di farsi avanti, salvare la baracca e metterci la faccia, il primo a non crederci è stato proprio lui. Solo poche settimane fa, Romeo Frediani, candidato sindaco di “Coalizione centro sinistra”, dava per scontato che, dopo la rinuncia di Marina Tamponi, sarebbero stati altri a mettersi alla guida della coalizione che gravita oggi attorno al suo nome. Uomo del Pd, ultimo sindaco dichiaratamente di sinistra ad aver governato la città, ancora non sa se il partito al quale è iscritto ne sosterrà la candidatura. Quel che è certo è che il Pd, contrariamente a quanto tutti ormai pensavano, non ha presentato una sua lista in favore di un altro candidato. Che poi abbia desistito per mancanza di numeri o perché ha valutato la “dubbia” opportunità dell’operazione non è chiaro. Sta di fatto che Romeo Frediani c’è, e così anche la determinazione di un ex sindaco che, alla guida di tanti nomi nuovi e qualche vecchia conoscenza, intende vendere cara la pelle.

Ora, per lui e i suoi, si tratta di recuperare il tempo perduto ed entrare nel vivo della campagna elettorale. A questo servirà l’incontro di venerdì 15 maggio (alle 18) che si terrà allo Spazio Faber. Qui saranno presentati i 15 candidati della lista di centrosinistra. Venerdì Frediani potrebbe spiegare diverse cose. Tra queste il rapporto con l’altra lista, quella di Nicola Comerci, che rivendica l’appartenenza alla stessa area politica, ma anche le ragioni che lo hanno spinto ad accettare la sfida. «Devo ammettere che la mia candidatura in queste imminenti elezioni per il rinnovo del consiglio comunale è stata una sorpresa anche per me. È avvenuto tutto all'improvviso per una serie di accadimenti che alla fine hanno indirizzato la costituenda coalizione di centro-sinistra ad indicarmi quale candidato a sindaco. Ho accettato la designazione consapevole di cimentarmi in un competizione non facile a fronte delle tante liste presenti, spinto a ciò dalla coerenza delle mie idee, orientate sempre verso una sinistra moderata e riformista, e dalla certezza che, così facendo, avremmo dato all’elettorato la possibilità di esprimere il voto per l’unica lista di centro-sinistra rappresentata dall’unico sindaco di sinistra fra i candidati a ricoprire questo ruolo».

Ed eccolo qui, dunque, uno dei tormentoni della campagna elettorale in corso: è più di sinistra la lista di Comerci che sostiene Fabrizio Carta o lo è quella di Frediani, che, in effetti, si presenta con la credenziale di essere l’unico tra i candidati a sindaco ad avere un’identità e una storia politica di uomo di sinistra? Nel programma che verrà presentato agli elettori Frediani insisterà, in particolare, su alcuni punti: la coesione territoriale e le imprescindibili priorità dell’ospedale e dei collegamenti. «Punto di forza del nostro programma saranno l'impegno e la determinazione affinché, rinsaldando la coesione con tutti i Comuni del territorio e non solo, si possa manifestare nelle sedi opportune il disagio e la decadenza di questa area geografica per l'assoluta mancanza di una viabilità che consenta di viaggiare in sicurezza. Di pari passo, saranno affrontate le problematiche del comparto sanità, ridotto in quest'ultimo decennio a totale degrado con il depauperamento dell'ospedale Paolo Dettori, già vanto di reparti d'eccellenza e personale di alta professionalità, punto di riferimento per un'area vasta di utenza».

Rispetto alle altre quattro liste, in quella di Frediani mancano i medici, ma questo non dovrebbe essere un problema, perché l’ipotetica squadra di governo saprà trovare la quadra su questo e altri problemi. «Ritengo che la lista che ci vedrà competere, espressione di uno spaccato della nostra società, trae forza dalla convergenza di idee su un moderno modello di sviluppo e dalla convinzione dei candidati di dover imprimere un cambiamento tra i rapporti del palazzo e la cittadinanza, amplificando l'ascolto e adottando programmi e interventi per il raggiungimento di interessi comuni e non di singoli individui». Quale sarà la forza propositiva e il bagaglio di competenze dei candidati lo si scoprirà presumibilmente già dall’incontro del 15 maggio.

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