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Olbia

La festa

Olbia, tripudio San Simplicio: in migliaia per la processione con i gruppi folk

di Tiziana Simula

	Il vescovo e alle sue spalle il simulacro (foto di Vanna Sanna)
Il vescovo e alle sue spalle il simulacro (foto di Vanna Sanna)

La città e la Gallura omaggiano il patrono. Il vescovo: «Il ricordo del martire ci invita al coraggio»

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Olbia Il simulacro si affaccia dal portone della basilica e la folla lo saluta con applausi, occhi lucidi e segni della croce. Poi portato in spalla dal gruppo folk olbiese s’incammina verso via Fausto Noce, tra balconi addobbati e petali di rosa che cadono dalle finestre delle case. Il cielo cupo, temutissimo, ha risparmiato la processione: dopo la pioggia del mattino e del primo pomeriggio, alla fine è uscito anche il sole. La città, oggi, venerdì 15 maggio, ha così onorato San Simplicio. Migliaia le persone che si sono ammassate lungo i marciapiedi per assistere al passaggio del simulacro del santo – circondato non più da rose ma da anthurium – portato in spalla in processione, seguito da decine di gruppi folk di tutta la Sardegna, comitati con le loro bandiere votive, cori, bande e associazioni. Olbia e la Gallura hanno vissuto il momento più suggestivo di “Sa festa manna de mesu maju”, impregnato di fede, devozione e tradizione nel giorno in cui ricorre il martirio del vescovo Simplicio, morto a Olbia il 15 maggio del 304 durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. La sua figura è stata ricordata a lungo dal vescovo monsignor Roberto Fornaciari durante l’omelia del mattino. «Il ricordo del santo martire Simplicio, così vivo nella comunità, è un invito per tutti noi alla fiducia e al coraggio», ha detto.

La Diana

La giornata di festa si è aperta alle 5.30 del mattino con la tradizionale Diana per le vie della città con la banda musicale “Felicino Mibelli”. A metà mattinata la tappa in municipio. Ad accogliere i musicisti il sindaco Settimo Nizzi, che, come fatto anche in passato, ne approfitta per suonare anche lui la grancassa. Gli viene fatta indossare la giacca blu dell’abito nuovo della banda musicale, look che i musicisti sfoggeranno nel pomeriggio durante la processione. In piazza Santa Croce, il comitato per i festeggiamenti presieduto da Giovanni Varrucciu e la banda accolgono il vescovo, per raggiungere, poi, insieme, il sagrato della basilica per la celebrazione della messa pontificale.

L’omelia

Centinaia di fedeli hanno assistito alla celebrazione religiosa presieduta dal vescovo e dai sacerdoti della diocesi, accompagnata dai canti del coro Lorenzo Perosi, alla presenza di autorità civili, politiche e militari. Dall’altare allestito sul palco che guarda verso la basilica, il vescovo Roberto Fornaciari ricorda l’opera di evangelizzazione del vescovo Simplicio e il suo martirio. E lancia il suo messaggio alla comunità. «Vogliamo ricordare il martirio di San Simplicio, lo facciamo certi che, come nei primi secoli, anche nel terzo millennio, il sangue dei martiri è sangue dei nuovi cristiani. Ora tocca a noi metterci all’opera, affinché la chiesa che vive in Gallura e Anglona diventi laboratorio per diffondere il vangelo in un contesto ecclesiale dove non mancano le fatiche specialmente in ordine alla trasmissione della fede, in una città che ha bisogno di profezia segnata com’è da numerose e crescenti povertà economiche ed esistenziali, con i giovani spesso disorientati e le famiglie spesso appesantite», ha detto.

La processione

Alle 18 la statua del patrono viene portata fuori dalla chiesa per la processione. Ed è questo, senza dubbio, il momento più atteso dalla comunità, quando la preghiera e la devozione si fondono con i colori degli abiti dei gruppi folk provenienti da tutta l’isola, e dalla musica delle bande “Mibelli” di Olbia e “Demuro” di Berchidda. Al seguito del santo il sindaco Settimo Nizzi, le altre fasce tricolori della Gallura, il vicegovernatore Giuseppe Meloni, le autorità e i carabinieri anche quest’anno a cavallo. Davanti al municipio, come da tradizione, uno dei momenti più suggestivi e fotografati: la cascata di petali lasciata cadere dall’autoscala dei vigili del fuoco sul simulacro del martire olbiese, seguita dai canti del coro di Loiri. Infine il rientro in basilica, dove il parroco don Antonio Tamponi ha celebrato l’ultima messa della giornata. Poco dopo, invece, l’appuntamento sul sagrato con la Rassegna regionale del folklore presentata da Giuliano Marongiu.

La festa continua

Anche quella di domani, sabato 16 maggio, sarà una giornata ricca. Alle 18 al Fausto Noce la Sagra delle cozze, mentre alle 22 andrà in scena il concerto di Mr Rain. Domenica alle 17 in viale Isola Bianca il Palio della Stella. Poi gli ultimi due appuntamenti: alle 20 in basilica il concerto “Mesu maju in coro” e alle 22 al parco lo spettacolo di cabaret di Uccio De Santis.

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